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Lun 20 Apr 2009 |
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Giuliano Ravazzini
Torino Orti di guerra 2009
15/05/2009-17/05/2009 1) Largo Vittorio Emanuele II 2) Aiuola Balbo 3) Piazza Cavour 4) Giardino L.Martini 5) Viale 1° Maggio 6) Parco del Valentino-Murazzi 7) Parco M.Carrara 8) Giardino Fergat 9) Lingotto (Parking Green Block) L’associazione Alimurgia e il gruppo Eat Solution forniranno il supporto logistico e organizzativo per il progetto denominato Victory Garden che l’artista Giuliano Ravazzini porterà a Torino. Circa 12345 mq. di terreno nel centro della città saranno seminati e successivamente monitorati nella fase di sviluppo. Questo test, oltre che essere un progetto di riorganizzazione funzionale del verde e del paesaggio urbano, simula la capacità di produrre ortaggi frutta e cereali delle aree verdi e dei giardini pubblici nelle loro attuali condizioni. E’ interessante ricordare che i Victory Garden negli Stati Uniti e gli Orti di Guerra in Italia furono un’ importante risorsa alimentare durante il conflitto mondiale. L'Italia, avendo cessato in quel periodo l’importazione di molti prodotti agricoli, mise a coltura tutta la terra disponibile, intensificando al massimo la cosiddetta « battaglia del grano». Venne quindi deciso di coltivare anche le aree fabbricabili nelle città e di trasformare i giardini in orti e campi di frumento. Questa silenziosa ma straordinaria installazione-simulazione dei Victory Garden permetterà di raccogliere immediate informazioni e potenzialità produttive di una città come Torino. Giuliano Ravazzini, figura emblematica dell’arte contemporanea, disegnatore fotografo e ricercatore, è uno degli esponenti del movimento artistico Cybernaif, la sua produzione persevera nelle tematiche ecologiche e ambientali, annoverando in questi ultimi anni progetti quali: Hortus, Dimore Bestiali, Un Hub nell’Idrosfera, Migrazioni di Microazioni, strettamente legati fra loro. Il suo lavoro suscita sempre una grande seduzione ed una profonda riflessione, anche questo progetto, mite e inoffensivo, induce ad interrogarci sulla criticità dei nostri tempi. Allo stesso modo la personalità di questo artista fuori dagli schemi lascia percepire il suo desiderio di cambiare la società, e l’arte ne è uno strumento, ma anche uno specchio che riflette la nostra condizione sottomessa. Ilario Baudanza
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