Pannello utente
Ultimi Articoli
- San Nicola, un santo per Bari e Venezia
- I migliori video da youtube in rete oggi
- Dal 20 maggio al 21 settembre 2012 parti in crociera con YCR!
- Medjugorje
- Il 22 giugno si apre la stagione lirica all’Arena di Verona
- Qualità e risparmio con i manichini italiani Soldati
- Artrite reumatoide
- Download e installazione di emule ita
- La cucina da giocare
- Giochi di tutti i tipi in rete
Articoli più letti
- Quando e perché assumere aminoacidi ramificati
- L’ufficio, il luogo dove trascorriamo gran parte della nostra vita
- Il Consorzio Ceramisti Cavesi al Macef Med
- Dalla Camera di Commercio di Catania arrivano Gestirete e Archivierete, i nuovi servizi gratuiti per le PMI
- Case vacanza in Sicilia
- Congresso Internazionale di Medicina preventiva e Healty aging: interviene anche I.M.Ge.P.
- Vita di donna, per la salute di tutte le donne
- Spiagge per bambini in Sardegna
- Web of Quality: Servizi di visibilità e posizionamento per siti web aziendali e privati
- Lecce in bassa stagione
Ven 05 Nov 2010 |
|
Malgrado il titolo questo articolo non parlerà di moda o dell’abbigliamento dei Seo bensì delle tecniche di posizionamento che vengono chiamate rispettivamente “black hat seo” e “white hat seo” e benché bianco e nero siano colori che non passano mai di moda, questi cappelli con la moda non centrano un tubo… Ma passiamo a cose serie di che si tratta? Ma partiamo dai buoni, le tecniche “white hat seo” consentono un posizionamento “pulito” dei siti web e comprendono questo tipo di attività:
- Keyword density: ovvero la dose di parole chiave che si usa in un testo del sito da posizionare, è risaputo che un testo per essere efficace deve contenere la giusta dose di keywords e per giusta intendiamo che il troppo a volte stroppia… - Contenuti: fondamentali per il posizionamento devono essere possibilmente testi originali e di qualità in modo da acquistare una certa rilevanza e utilità per l’utente. - Link building: cercare di ottenere backlink da siti esterni attraverso articoli, directory, scambio link etc.
Dopo aver analizzato le tecniche lecite del seo passiamo al cappello nero, quello cattivo, tentativi estremi di posizionamento che violano le regole dei motori di ricerca e possono portare anche al ban del sito:
- Keyword stuffing: al contrario della keyword density che richiede un uso giusto e ponderato delle parole chiave all’interno dei testi e di un sito, keyword stuffing eccede nel loro utilizzo cercando di tematizzare il più possibile le pagine - Cloaking: consiste nel creare una pagina apposta per gli spider dei motori di ricerca che però non viene visualizzata dall’utente - Testo e link nascosti: il nome parla da sé e le tecniche più usate sono quelle d’inserire testo o link dello stesso colore dello sfondo e quindi non visibili agli utenti ma leggibili dai motori di ricerca. Questa è una delle più vecchie tecniche black hat utilizzate - Pagine doorway o gateway: sono pagine create apposta per i motori il cui unico scopo è quello di spingere altre pagine del sito, ma non contengono veri contenuti e non sono per niente utili agli utenti.
Con questa analisi abbiamo visto il bene ed il male nelle tecniche seo ed adesso a voi la scelta… |

