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Lun 08 Nov 2010 |
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Nuovo grande appuntamento al teatro Sala Umberto: dal 16 novembre saranno in scena Maurizio Micheli e Tullio Solenghi con lo spettacolo “Italiani si nasce, e noi lo nacquimo.”
L’Italia sta per festeggiare i 150 anni della sua Unità. Quale miglior occasione per riflettere sugli aspetti del nostro costume e del nostro carattere nazionale che, malgrado il passare dei secoli, non sembrano cambiati e puntualmente si ripropongono. E, dato che l’ironia è di tutte le riflessioni la più acuta ed efficace e il teatro il luogo perfetto per significare la propria identità, qualcuno, Micheli e Solenghi, con buone riletture, prosa, versi e sfiziose canzoni, propongono “Italiani si nasce”; e postillano “e noi lo nacquimo”, implicito omaggio al genere del varietà teatrale. L’azzardo non è quello della rievocazione nostalgica, bensì del raccontare con l’occhio critico di oggi il carattere degli italiani nel tempo. E così, in una piazza italiana, ai piedi dei due monumenti di Garibaldi e di Vittorio Emanuele II, una compagnia teatrale comincia a raccontare una storia d’Italia che si dipana dalla creazione, per poi passare ad alcuni protagonisti altolocati della storia (Leonardo, Colombo, Galilei, Cavour) ma anche alle più umili comparse (due cristiani che stanno per essere sbranati dai leoni del Colosseo). Scopriremo così che tutti sono accomunati dallo stesso irresistibile denominatore comune: l’italianità. Esiste ancora? E come si manifesta oggi? E che fine hanno fatto “Dio, Patria e Famiglia” o gli inevitabili e invadenti “poeti santi e navigatori”? Forse lo si può meglio scoprire e raccontare scandagliando la storia patria proprio con la comicità del teatro. E di quel teatro speciale, così tipicamente italiano, che è il varietà di sangue nobile con musiche, lepidezze, umorismo, prose, versi e canzoni (il repertorio non manca, notoriamente). I due protagonisti, Micheli e Solenghi, coadiuvati da una compagnia di altri sei attori, si caleranno nel funambolismo dei personaggi, per ripercorrere attraverso caratterizzazioni, travestimenti, trucchi, dialetti, le mille identità necessarie a raccontare i loro ITALIANI. Del resto loro, Italiani lo “nacquettero"..." Info e biglietti: |


