3 maggio 2010. Una circolare dell'Aams (l'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato) vieta l'installazione dei cosiddetti totem. Si tratta di terminali con tastiera e schermo che, connessi a internet, permettono a più persone allo stesso tempo di giocare in rete accedendo da pubblici esercizi e circoli privati ai più celebri siti per il gioco online. Per quanto il comportamento dei titolari delle sale sia stato chiaro e sempre legato a marchi di fama (e con normale licenza Aams) "l'utilizzo di tavoli online, che consentono partite senza materialmente utilizzare carte reali - sostiene l'Aams - non può considerarsi lecito poiché aggira di fatto le disposizioni contenute nella legge comunitaria 2008, che prevedono leciti i tornei dal vivo di Texas Hold'em solo se svolti da concessionari e nell'ambito delle condizioni e dei limiti fissati dal regolamento". Come se non bastasse, tale attività commerciale può rappresentare "un'ipotesi di intermediazione nella raccolta di gioco e pertanto - continua l'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato - la vigente normativa non consente installazione e utilizzo negli esercizi pubblici di totem". Giugno 2010. Si riapre la speranza. Il tribunale di Venezia (3 giugno), seguito a breve distanza da quello di Padova (7 giugno) e da quello di Prato (23 giugno), emette il dissequestro di alcuni tavoli da poker online collegati a siti regolarmente forniti di licenze. Non si registra il reato di intermediazione ai sensi della legge 401/89 in quanto gli apparecchi "fornivano semplicemente uno strumento per il gioco".
Un mese dopo, a luglio, la Aams, tramite una sua circolare specifica, ha decretato che il gioco nelle poker room live è vietato, perchè c'è una netta distinzione tra i giochi a soldi con raccolta fisica e i giochi a soldi con raccolta a distanza. In questi ultimi non è possibile effettuare vincite in denaro perchè costituirebbe, di fatto, gioco d'azzardo. Il problema dunque si ripresenta e a tutt'oggi non è molto chiaro il modo in cui si devono comportare i gestori di quest poker room live.
La nostra inchiesta sulle poker room live parte proprio da qui, dalle leggi e dalle sentenze che i vari tribunali hanno emesso. Ora è da vedere come sarà il prossimo futuro: forse ci troveremo davanti a sequestri di tavoli, chiusura delle poker room live o altro ancora. Sta di fatto che ad oggi le poker room live in Italia sono numerosissime e il fenomeno non accenna a diminuire. Il nucleo della questione sta in questo: entrando in un poker room live si può giocare a poker online con dei regolari terminali, dotati di schermo e mouse, quasi del tutto identici a quelli che si usano a casa. Le poker room su cui si può giocare sono le stesse alle quali è possibile accedere da ogni computer con internet. La differenza sostanziale è che ci sono più computer nello stesso spazio e perciò il contatto fisico con gli avversari è totalmente diretto. Ciò che Aams contesta è proprio questo, sostenendo che in tal modo si aggirano le leggi italiane sul gioco d'azzardo.
Le differenza tra il poker room live e il poker online sono tante. La più importante secondo noi è quella che riguarda la componente psicologica. Nel poker online normale, ad esempio, il giocatore è libero di esultare, urlare o comunque lasciarsi andare senza doversi preoccupare di dare dei tells ai propri avversari. Nelle poker room live questo invece non può succedere, perchè il contatto visuale con le persone presenti al tavolo è reale. Perciò vanno adottate le stesse tecniche del Texas Hold'em dal vivo: molto più elettrizzante. Un'altro fattore che fa pendere l'ago della bilancia a favore delle poker room live è senz'altro la facilità e la velocità per i pagamenti e i prelievi di denaro. Nel poker online tradizionale infatti i tempi sono molto lunghi, in genere una settimana per poter avare libero accesso al conto. Nel caso delle poker room dal vivo invece il rapporto è stabilito direttamente con il gestore della sala. In questo modo le operazioni di banking saranno sepmlici ed immediate. Un mondo da esplorare Le Live poker room sono un mondo che attira molti giocatori. Condividere con altre persone la stessa passione non è cosa da poco. Il problema del gioco virtuale, infatti, rischia di essere proprio l'isolamento: passare ore davanti al computer, in completa solitudine, può fare di un gioco avvincente come il poker un'arma a doppio taglio. Quante volte ci è capitato di incaponirci e perdere tempo e soldi dando la colpa alla sfortuna? "Spesso, quando inizi a perdere con una certa continuità, nell'arco della stessa giornata, il problema non è da ricercare nella sorte, bensì nel fatto che come un vortice, la voglia di recuperare i soldi persi ti fa giocare male", racconta un giocatore che abbiamo intervistato. "Giocare dal vivo mette un freno a tutto questo: i soldi che versi li sottrai direttamente dal portafoglio. Te ne accorgi subito se stai spendendo troppo". In ogni sala da poker, infatti, c'è una cassa dove si possono effettuare ricariche sul proprio conto. Mentre da casa usufruiamo del nostro conto oniine - talvolta senza renderci conto di quanto spendiamo - nelle sale da poker paghiamo in moneta contante e, quando una serata comincia a girare male, le nostre tasche iniziano a sentirlo. Versare 10 euro, vincere, per poi avere la possibilità di prelevare subito, fa di questo circuito un modo che rende più immediato il gioco del poker digitale. Le sale sono diventate, così, meta di ritrovo sia di giovani sia di adulti e il fattore "compagnia" è sicuramente la marcia in più che questi posti offrono. Sempre più frequentemente si organizzano tornei da venti o più persone che, con un buy-in (la quota d'entrata) oscillante tra i 10 e i 20 euro, garantiscono premi al primo e secondo posto più una consumazione gratuita per tutti i partecipanti. Grazie alla tecnologia dei totem, insomma, si poteva rivivere - sia pur in modalità diversa - l'aria da bar che ormai, se non per alcuni sporadici casi, era sparita con l'avvento di internet e con il divieto normativo del gioco dal vivo.
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