Mar

03

Mag

2011

Mammografia: limiti e rischi della diagnosi

In alcuni casi, nonostante la diagnosi con la mammografia e la cura precoce, il decorso della malattia non può essere arrestato. Durante la fase di analisi e chiarimento, nel caso di sospetto di cancro al seno, potrebbe subentrare ansia e preoccupazione (ad esempio nel prelevare tessuto da analizzare), anche se poi l’esito delle analisi non dovesse necessariamente confermare il sospetto.

In alcuni casi il cancro al seno viene individuato ad uno stadio in cui l’esito positivo del decorso teraperutico non sarebbe cambiato se fosse stato individuato più tardi.

L’analisi dura solo pochi minuti. Ogni seno viene racchiuso e leggermente premuto in due lastre di plexiglas. Ciò può risultare fastidioso o provocare perfino dolore, ma questa prassi è necessaria per ottenere immagini valutabili somministrando una dose minima di radioattività.

Per ogni seno vengono fatte due mammografie, le quali vengono poi giudicate da
due medici particolarmente esperti e specializzati in materia che rilasceranno ognuno il loro reperto indipendentemente dal giudizio dell’altro.

Il risultato del test si ottiene entro sette giorni lavorativi dalla data della mammografia. Nel 95 percento dei casi circa, la mammografia ha risultato negativo, cioè non c'è indicazione di cancro al seno. Le donne sottoposte a mammografia vengono informate per lettera e, nel giro di due anni, vengono automaticamente di nuovo invitate a partecipare.

I mutamenti benigni, raramente a rischio, non vengono menzionati nella comunicazione scritta sul reperto medico.


 
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