Noi effettuiamo scelte sulla base delle emozioni che proviamo. Se un ricordo è vivo e facilmente recuperabile è grazie all’emozione ad esso collegata. Le emozioni rinforzano un’esperienza a livello neuronale. Per capire ciò dobbiamo far riferimento a quelle che sono state definite “le molecole di emozione”. Come ha studiato la dottoressa Candace Pert, queste molecole sono sostanze chimiche dette neuropeptidi, ogni emozione ha il suo neuropeptide corrispondente. L’assorbimento nelle nostre cellule di queste molecole causa una sensazione, ossia gioia, paura, rabbia…
Le emozioni hanno avuto un ruolo fondamentale nell’evoluzione: riconoscere un evento come pericoloso o piacevole ci ha salvato la vita! Le emozioni diventano “negative” quando sono associate a pensieri, a situazioni non reali e solo immaginate e che sono dolorose.
Il punto è che si crea una dipendenza da quella molecola. Dal momento che Il corpo la richiede, noi cerchiamo situazioni che ci aiutino a riprodurre proprio quella sensazione. Si crea un circolo vizioso in cui più una molecola è prodotta più viene richiesta e quindi aumenta il desiderio, non cosciente, di ottenere situazioni che producano ancora e ancora quell’emozione. Alla fine la nostra vita è dominata sempre dalle stesse emozioni. Ogni stimolo riceve un’interpretazione che causa il rilascio di un neuropeptide che determina quell’emozione. Diventiamo prigionieri di una ripetizione stimolo-risposta. Ma se l’interpretazione dello stimolo cambia?
La dipendenza emozionale è il motivo per cui ci ritroviamo a vivere situazioni analoghe riproducendo la stessa realtà. Allora ci saranno persone che si trovano sempre nel ruolo di vittima, altre in quello di “salvatori”, alcune si colpevolizzano, altre sono spesso coinvolte in situazioni di lotta, liti o risse, altre ancora vengono ripetutamente abbandonate e si ritrovano in relazioni non durature, alcune sono sempre tradite, altre tradiscono…
Cerchiamo di ricreare un’esperienza iniziale al fine di ottenere la stessa scarica emozionale.
Se ci rendiamo conto che il modo in cui interpretiamo la realtà non è obiettivo, ma sempre filtrato dalle nostre credenze, se ci rendiamo conto che in questo modo riproduciamo le stesse emozioni, possiamo riuscire a bloccare la dipendenza. Allora chiediamoci: “quali emozioni dominano la mia vita?”. Accorgersi che si sta ripetendo la stessa scelta, è il primo passo per uscire dalla ripetizione e liberarsi dalla dipendenza.
Chi ha studiato Freud, ricorderà il concetto chiave di coazione a ripetere. Gli studi sul funzionamento del cervello aiutano la comprensione di questo meccanismo e le sue motivazioni.
Sono io a creare la realtà in cui vivo. Come? Operando delle scelte. Posso restare nella ripetizione o no, posso continuare a riprodurre inconsapevolmente la stessa realtà oppure posso consapevolmente accorgermene, prenderne coscienza e razionalmente operare nuove, diverse scelte.
Queste le parole del Mahatma Gandhi: “ Le tue convinzioni diventano i tuoi pensieri. I tuoi pensieri diventano le tue parole. Le tue parole diventano le tugestire-emozionie azioni. Le tue azioni diventano le tue abitudini. Le tue abitudini diventano i tuoi valori. I tuoi valori diventano il tuo destino.”
Noi siamo gli artefici della nostra vita, tuttavia non ne siamo responsabili sinchè non ci rendiamo conto di questa realtà. In questo caso si potrebbe dire che “la legge ammette l’ignoranza”. Mi spiego: se ciò che ci è accaduto sinora è stato determinato da noi, potremmo colpevolizzarci e soffrirne molto. In realtà siamo responsabili di ciò che ci accade solo dal momento in cui siamo consapevoli di essere responsabili di ciò che ci accade! Solo a partire da quel momento non abbiamo più scuse.
Cosa possiamo fare? Iniziamo con il dubbio: quello che credo è vero? Quali sono le mie convinzioni e che origine hanno? Quali emozioni dominano la mia vita? Quali situazioni si riproducono costantemente? Quali caratteristiche hanno le persone di cui mi circondo?
Diventare consapevoli che si ha un grande potere, quello di indirizzare la nostra vita, è il primo passo.
Il problema, come si è detto, è che le nostre convinzioni sono radicate nell’inconscio, per questo modificarle è così difficile.
Possiamo a questo punto fare un distinguo: alcune delle ripetizioni che riconosciamo nella nostra vita sono bloccabili: riconoscerle, prenderne coscienza è sufficiente per far scattare un meccanismo bloccante che ci permette di non ripetere, di non cadere nel pregiudizio. Quando una convinzione da inconsapevole diventa conscia perde forza e si attenua il meccanismo della ripetizione.
Tuttavia, purtroppo, alcune credenze sono così nascoste e radicate che da soli non è possibile “scovarle”, portarle alla luce ed eliminarle. Qui subentra la necessità di un aiuto esterno attraverso la psicoterapia psicoanalitica o altre tecniche recenti.
Per affrontare e gestire al meglio queste difficoltà, tuttavia, è bene cercare di agire, partendo da un progetto ben definito, magari facendosi aiutare da un professionista preparato: Psicologi-italiani.it contiene una guida che ti permette di conoscere gli psicologi e gli psicoterapeuti che operano nella tua città e i loro rispettivi ambiti di intervento, semplicemente cliccando su www.psicologiitaliani.it e cercando, ad esempio, una lista di psicologi della provincia di Ancona o Monza.
|