Pannello utente
Ultimi Articoli
- Scaricare musica con vid to mp3 free
- Uniserv: Qualità dei dati per la corretta gestione dei “Big Data”
- http://www.lg.com/it/press-release/article/lg-optimus-l3-ed-lg-optimus-l7-ai-nastri-di-partenza-dell
- Snav ospita "La Nave della Legalità" 2012.
- Ice Age Online, il nuovo browser game basato sul film “L’Era Glaciale”
- iPhone 5
- Quotazione oro usato
- Vacanze in Maremma: non solo mare
- Compro oro Roma
- Preventivo gratuito per casalinghe
Articoli più letti
- Quando e perché assumere aminoacidi ramificati
- L’ufficio, il luogo dove trascorriamo gran parte della nostra vita
- Il Consorzio Ceramisti Cavesi al Macef Med
- Dalla Camera di Commercio di Catania arrivano Gestirete e Archivierete, i nuovi servizi gratuiti per le PMI
- Case vacanza in Sicilia
- Congresso Internazionale di Medicina preventiva e Healty aging: interviene anche I.M.Ge.P.
- Vita di donna, per la salute di tutte le donne
- Spiagge per bambini in Sardegna
- Web of Quality: Servizi di visibilità e posizionamento per siti web aziendali e privati
- Lecce in bassa stagione
Mar 20 Set 2011 |
|
La scuola è iniziata, e molti bambini per la prima volta saranno alle prese con l'insegnamento dell'inglese, ma cosa accadrebbe se facessimo arrivare i nostri bimbi già preparati a questo appuntamento? Si può diventare bilingue con genitori che non parlano una lingua diversa dalIa madrelingua? Ne abbiamo parlato con Claudia Adamo, laureata in Linguistica e Glottodidattica, fondatrice della scuola di inglese per bambini Open Minds, mamma di due bambini bilingue.
Mamme nella rete - È possibile crescere un bambino bilingue al di fuori di una situazione classica di bilinguismo (mamma e papà che parlano due lingue diverse da madrelingua)? Le madri per questo possono fare moltissimo per insegnare l'inglese ai propri figli, anche se non sono di madrelingua: purché lo parlino correttamente, e si appoggino a supporti didattici (musica, cartoni, ma anche piccoli giochi parlanti) con una voce inglese. Io credo anche nella necessità di un supporto di una persona madrelingua, ma purché instauri un rapporto davvero affettuoso con il singolo bambino (è per questo che, nell'aprire una scuola di lingue per bambini, ho voluto che le lezioni fossero a domicilio!). Ma le madri, anche non madrelingua inglese, possono fare tantissimo, ed è un'attività molto piacevole da fare coi figli, perché il piccolo è gratificato dall'imparare e il genitore dall'insegnare.
MNR - Ma quando il bambino bilingue entra nella scuola italiana, può avere dei problemi? CA - Io ho due figli, di 4 anni e mezzo e quasi 3 anni, effettivamente bilingui grazie all'educazione "domestica" di cui ho parlato prima. Naturalmente consiglio ai genitori di evidenziare la questione alle educatrici e di scegliere una struttura che mostri una certa sensibilità rispetto al bilinguismo del bambino, che non deve essere fatto sentire "diverso" o frustrato per questa particolarità. Il bambino bilingue, come dice la parola, non ha problemi a relazionarsi in italiano con i suoi compagni: in poco tempo il cervello si adatta alla lingua dell'ambiente. Ma non deve essere fatto sentire differente, questo farebbe un grave danno all'immagine di sé, con conseguenze negative sia dal punto di vista dell'apprendimento che psicologiche. Le maestre non devono né esaltarlo, né sbeffeggiarlo per quello che non è né un merito né un demerito, ma una caratteristica neutra data dall'educazione che i suoi genitori hanno scelto per lui. Invece sento spesso dire che il bambino bilingue è in ritardo con il linguaggio (tesi sostenuta anche da buona parte della letteratura scientifica), ma io, nella mia famiglia non ho affatto osservato questo ritardo, anzi: i bambini stimolati precocemente, mi pare sviluppino una curiosità linguistica molto spiccata. Provano a parlare, sia pure confondendosi con i termini talora o inventandoseli "a orecchio" dove non siano sicuri: ma parlano molto e presto (la confusione va corretta con dolcezza e senza irriderli). Ovviamente poi su questo punto, la faccenda è talmente complessa che è difficile generalizzare, ma mi sento di rassicurare i genitori dicendo che non è assolutamente detto che educando precocemente un bambino anche in una lingua seconda, avrà un ritardo nel linguaggio. MNR - Succede che un bambino bilingue abbia problemi con la lingua Italiana quando inizia la scuola? E se si, come si può affrontare il problema? CA - Personalmente non ho ancora avuto questa esperienza, ma per ciò che ho potuto osservare, non si danno particolari problemi. Certo, la fonetica inglese ed italiana sono alquanto diverse, e non è raro che il bambino scriva l'inglese "all'italiana", ma questo non lo danneggia nella scuola. Se posso dare un consiglio generale, introdurre la fonetica inglese (per bilingui o no) dovrebbe essere più tardo rispetto all'introduzione della fonetica italiana, per non confondere le ortografie; e ad ogni modo l'abc inglese andrebbe affrontato solo dopo che la lingua parlata dal bambino sia sufficientemente ricca di vocaboli ed il bambino consapevole della diversità tra le due lingue. Diverso sarebbe se il bambino non parlasse italiano, allora come in tutti gli altri casi è bene supportarlo perché sia in grado di integrarsi e capire quanto si dice a scuola il prima possibile.
MNR - Molte mamme ora sono alle prese con i corsi extrascolastici per insegnare l'inglese ai bambini. Ma dopo la tenera età, è possibile che i bambini acquisiscano una competenza bilingue o avanzata della seconda lingua? CA - È possibile, e ho visto decine di esempi di ragazzini iniziati all'inglese anche dopo l'inizio delle scuole elementari diventare bravissimi. In effetti, è possibile acquisire una competenza bilingue anche da adulti, ancorché difficile. Tuttavia, ci sono delle cose che per la mia formazione di linguista e per la mia esperienza alla direzione di una scuola di lingua devo mettere in chiaro con franchezza: non è possibile che il bambino (o l'adulto!) acquisiscano una soddisfacente competenza ascoltando la lingua un'ora o due alla settimana! Il nostro cervello non funziona così, e non c'è "metodo" che tenga. Bisogna trovare una maniera, ludica a piacevole, per fare entrare l'inglese in casa ogni giorno. A chi compra i nostri corsi di inglese per bambini, io dico che il corso di inglese ha senso solo se diventa uno stimolo, una finestra aperta per fare entrare l'inglese in casa ogni giorno. E ci credo veramente. So che può essere difficile e frustrante all'inizio, ma chi ci ha provato davvero di solito il risultato l'ha portato a casa (e ne ha giovato sia l'inglese dei genitori che quello dei figli). Ad ogni modo, regola numero 1: impariamo solo quello che è piacevole, quindi pensiamo bene ad attività divertenti che incontrino i loro gusti. Due, la lingua è fatta per parlare, quindi non affidiamoci troppo a libri e quaderni: parliamo bene in italiano perché abbiamo automatizzato espressioni corrette, non perché abbiamo studiato tanta grammatica.
|


