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Mar 04 Ott 2011 |
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Come deve essere la cameretta di un bambino, un semplice spazio in cui dormire o giocare o un luogo pensato su misura per lui? Questa è la riflessione fatta da Maria Rita Ciceri, psicologa e professoressa all'università cattolica di Milano. Paolo, papà di Giorgio 8, anni commenta “Non credo esista spazio sufficiente in casa per i giochi di Giorgio. I lego seminati in corridoio in tre isole: polizia, prigione, città; In cucina il tavolo viene trasformato in fortezza e lui sotto con tutti i cuscini; un giorno l’ho trovato in bagno dietro l’armadietto dove aveva trascinato il tappetino…stava leggendo ! Ma la tua cameretta? Non c’è spazio, mi dice. Vado a vedere: lo spazio c’è mi sembra, armadio, letto, scrivania… forse, mi domando l’abbiamo organizzata in modo da andar bene a noi e non a lui… piena di cose importanti per noi grandi ma senza senso per lui. Come deve essere uno spazio perché tu lo usi? mi sono domandato".
Proviamo ad osservare nostro figlio mentre gioca, si muove per casa, organizza i suoi momenti di vita quotidiana: lavarsi, vestirsi, mangiare. Troveremo molti spunti per capire cosa possa significare “su misura” per un bambino. Innanzitutto, significa a sua portata e, cioè, da un punto di vista funzionale, fruibile direttamente dal bambino: cassetti che possa aprire, spazi per i giochi che possa riempire e svuotare in modo autonomo, scaffali che servano non a mostrare libri o giochi ma che e consentano la loro diretta consultazione. Su misura significa quindi innanzitutto a sua misura. La domanda che si pone il papà di Giorgio è tuttavia ancora più profonda e riguarda un secondo aspetto: come deve essere uno spazio perché tu ci stia bene e abbia voglia di usarlo? La risposta non può essere breve né identica per tutti i bimbi, tuttavia alla luce di alcuni loro bisogni vitali possiamo provare a rispondere con tre aggettivi ineliminabili, che funzionino come un suggerimento e un invito: uno spazio a misura di bambino deve essere trasformabile, esplorabile, emotivamente immersivo. Trasformabile: non uno spazio rigido e pieno di vincoli, ma piuttosto modificabile e polifunzionale che favorisca il gioco e la creatività. Esplorabile: il bambino deve potersi muovere in autonomia e liberamente. Emotivamente Immersivo: un luogo che accoglie, un “rifugio” che favorisce la fantasticheria e il rilassamento. Un applicazione concreta di queste riflessioni sulla cameretta: la Tana del Lupo. ---
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