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Ven 18 Nov 2011 |
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Luciano Vendrame, veneziano segretario nazionale dello Snalc-Cisal, si e’ fatto portavoce della contrarieta’ del sindacato a una privatizzazione incontrollata dei Casino’ italiani, sottolineando come la sua posizione si ponga in linea con quanto gia’ sostenuto a maggio scorso anticipando il discorso del sindaco Giorgio Orsoni di venerdi’ mattina. E’ innegabile che urge un intervento per risanare le sorti delle quattro case da gioco sul territorio italiano, schiacciate dalla concorrenza internazionale ma soprattutto dal successo del gambling online e delle vlt. In italia i casino’ sono vietati per legge: gli unici quattro sul territorio nazionale devono fare i conti con le numerosissime poker room disponibili con dominio italiano (basta collegarsi al sito Vincere-casino-online.com per rendersi conto di quanto siano numerosi gli operatori che operano in rete). Confondere i diversi tipi di gioco tradizionale con le nuove modalita’, anche in termini contrattuali per i dipendenti, rischierebbe di vanificare l’esclusivita’ offerta dai Casinò tradizionali. Ma l’alternativa alla privatizzazione selvaggia esiste e si concretizza nella collaborazione sinergica dei casino’, anche con l’appoggio di partner internazionali. Non si tratta di una mera difesa corporativa: l’invito al Comune di Venezia e’ quello di guardare agli esempi dei vicini Stati Europei. Ad esempio l'Austria e l'Olanda dove Casino’ Austria e Holland Casino’, si sono associati formando un grande gruppo nazionale, e, nonostante la crisi, stanno rispondendo bene. L’esempio francese della privatizzazione dovrebbe invece mettere in allarme sulle possibili conseguenze che questa scelta avrebbe sul mercato nazionale, accentuando i conflitti interni. La societa’ dovrebbe chiamarsi Casino’ Italia e contenere al suo interno le quote delle quattro maggiori case da gioco: organizzare eventi e tornei comuni al circuito permetterebbe peraltro un risparmio notevole sui costi. |

