Mar

19

Apr

2011

Sito online Boing tv

Il sito online Boing.tv propone, inoltre, numerosi giochi per allietare le giornate dei più piccoli: Balla con Johnny, Il memory dei Flinstones, Juni al mare, Leone notti da paura, Para Dino, Il NasconDino, Le corse pazze, Fuga dalla caverna e Flapjack avventura in mare. Boing si dimostra uno dei canali maggiormente seguiti ed apprezzati dai baby telespettatori italiani questo anche grazie al fatto che Boing Tv programmi e giochi ne offre a bizzeffe! Molto carina la proposta Boingizza il tuo compleanno che permette di scaricare online tutto il necessario per una festa in pieno stile Boing. Si possono scaricare festoni, poster, gli inviti e,addirittura, le fascette per personalizzare i bicchieri. Un modo originalissimo per creare una festa particolare e divertente. Altra bella iniziativa è Festeggia la festa della mamma con Boing. Il concorso consiste nello spedire una foto della mamma da bambina e compilare una liberatoria. Le foto più belle, è assicurato, andranno in televisione! Online è possibile visionare, inoltre, numerosissimi video relativi alle serie animate in programmazione. Molto divertente la proposta di un Karaoke svolto da simpatici personaggi coloratissimi. Oppure si può saltare grazie al nuovo ballo di Boing. Insomma, il sito ed il canale di Boing tv sono concepiti per accogliere le esigenze dei bambini, proponendo giochi e serie a misura dei più piccoli e che vanno incontro ad ogni loro preferenza. Boing è gratuito e non ha bisogno di bollini gialli o rossi perché tutti i suoi programmi sono adatti per la fascia d’età 3-14 anni. Se non riuscite a visionare il canale, probabilmente non possedete ancora un decoder o la vostra zona di residenza non è stata ancora raggiunta dal segnale.

 

Lun

18

Apr

2011

Il CFA sta preparando due spettacoli teatrali e un cortometraggio

Dopo il grandissimo successo ottenuto l'anno scorso con il “cortometraggio Applauso!”, allestimento realizzato con gli allievi del Terzo Anno del Centro Formazione Attori e contraddistinto da una qualità tecnica e artistica decisamente lontana da un tradizionale “saggio di fine anno”, per questa stagione, Igor Grcko, propone nuovamente il tema della Televisione mettendo questa volta in risalto il discusso aspetto della "spettacolarizzazione" con il cortometraggio dal titolo “Scoop”.

Quest'anno Igor Grcko, fondatore e direttore didattico del CFA, ha indirizzato il proprio lavoro, il percorso degli allievi e dei partecipanti ai laboratori, verso un concetto di metateatro, di una o più sue rappresentazioni, promuovendo così una sorta di rassegna, interna alla scuola, di produzioni che spaziano nell'ambito di tale argomento.

Spectaculum, lo spettacolo con gli allievi del Terzo Anno, attraverso una ricerca ed un interessante sperimentazione (dalle scene al linguaggio, dai personaggi alle ambientazioni scenografiche e musicali) consente di approfondire concetti intrinsechi al teatro ed alla recitazione, troppo spesso affrontati in lunghi e inconcludenti dibattiti critici e sempre meno trattati proprio con il linguaggio oggetto della questione: il linguaggio teatrale.

Uno spettacolo tutto da gustare e affascinante dai diversi punti di vista dei vari piani di linguaggio. Un appuntamento con un teatro giovane, fresco e nuovo oltre gli schemi della tradizione rappresentativa contemporanea. Con "prima della prima", inoltre, il CFA presenta una messa in scena frutto dell'impegno e del lavoro dei ragazzi che hanno frequentato uno dei laboratori proposti dalla scuola.

Un esilarante allestimento che trascinerà lo spettatore negli ultimi momenti "prima della prima", fra ironia, sarcasmo e forte cinismo, senza trascurare gli aspetti tecnici peraltro fortemente presenti. Una piece di una certa complessità che incontriamo di solito nelle compagnie teatrali nell’est europeo. Ingressi ed uscite, alternarsi di personaggi, ritmi serrati ed una eleganza registica che valorizza il lavoro di un cast in piena formazione sono gli ingredienti per uno spettacolo che interpreta il teatro come azione e non parola senza spingere quest’ultima in secondo piano.

Per informazioni visita www.formazioneattori.it

 

Gio

14

Apr

2011

April in Paris con il Paolo Alderighi Trio con Michel Pastre special guest

 

www.Borgoclub.comMichel Pastre per la prima volta a Genova. Il sassofonista esponente di spicco del nuovo jazz francese si esibirà al Borgoclub, sabato 16 aprile (via Vernazza 7/9 R. – San Martino – ore 21.30) ospite del trio di Paolo Alderighi, al pianoforte, con Roberto Piccolo al contrabbasso e Nicola Stranieri alla batteria. Terza tappa di un mini tour nel nord Italia che li vedrà questa sera, 14 aprile a Moleto, il 15 a Torino, quindi Genova e chiuderà il 17 aprile a Milano.

La classe eccelsa di Michel Pastre, l’intensa attività concertistica e le numerose collaborazioni gli sono valse importanti riconoscimenti, fra cui quelli dell’Academie du Jazz e dell’Hot Club de France. Accostato a figure del calibro di Coleman Hawkins e Sonny Rollins, Michel Pastre con la sua straordinaria musicalità e l’innata capacità di fraseggio e di giocare sul tempo, ha sicuramente carpito i segreti dei grandi del jazz divenendo lui stesso uno dei migliori sassofonisti degli ultimi tempi.

Dapprima batterista, poi al sax alto e infine il successo suonando il sax tenore. Dopo aver fatto parte dell’Orchestra Banana Jazz e della Tuxedo Big Band negli anni novanta, fonda nel 1999 la Michel Pastre Big Band, come omaggio ai grandi Count Basie e Lester Young, che in breve si afferma come una delle big band europee più importanti.

 

Ad ospitare Michel Pastre, il trio di Paolo Alderighi, pianista jazz, classe ’80 di Milano. Alderighi ha tenuto il suo primo concerto a 16 anni. Sono seguite innumerevoli tournèe che oltre all’Italia, lo hanno portato in USA, Giappone, Australia, Germania, Svizzera, Francia, Irlanda, Ungheria, Lussemburgo, Olanda, Belgio, Spagna, Svezia, Inghilterra, Malta, Marocco. Ha così avuto modo di collaborare con i musicisti più rappresentativi della scena internazionale

Diplomato in Pianoforte presso il Conservatorio G. Verdi di Milano nel 2000 si è laureato con lode nel 2005 in Economia per le arti, la cultura e la comunicazione presso l'Università Bocconi dove dal 2007 collabora come docente del modulo Musica (Arte e Cultura I) presso il corso di laurea in Economia e management per arte, cultura e comunicazione.

Ha inciso parte della colonna sonora del documentario di Ermanno Olmi dedicato all’artista Jannis Kounellis. Si è posizionato al secondo posto nel referendum “Top jazz 2007” indetto dalla rivista Musica Jazz nella categoria “Miglior nuovo talento” e al primo posto nel concorso a giuria popolare “Italian Jazz Awards 2008” nella categoria “Brand New Jazz Act”.

Ha recentemente registrato il terzo lavoro discografico omonimo per pianoforte solo intitolato “A Touch of Swing” con l’etichetta Jazz Connaisseur e ha partecipato a numerose altre produzioni discografiche (Tiziana Ghiglioni “Non sono io” Philology, Karin Schmidt “German and American songs” Incipit Records, International Hot Jazz Quartet “Havin' A Ball” Arbors Records, Alfredo Ferrario “Dedicated to Henghel” Philology, 5 produzioni discografiche con l'etichetta giapponese Audio Park Records, ...).


BORGOCLUB

CIRCOLO CULTURALE PER LO SVILUPPO DELLE ATTIVITA’ ARTISTICHE, MUSICALI E DEL TEMPO LIBERO

GENOVA - Via Vernazza 7/9 R. (San Martino) –

e-mail: info@borgoclub.com

web: www.borgoclub.com

Ingresso € 15

Riservato ai Soci con Tessera Fitel

Prenotazioni: 010.3760090 – 338.6088804

Ufficio stampa: Top1 Communication

e-mail: segreteria@top1communication.eu

web: www.top1communication.eu

 

Mar

12

Apr

2011

Nokia Play intervista i Kymera, Davide e Simone

Li abbiamo conosciuti a X Factor, come il duo su cui ha puntato Enrico Ruggeri.  Atmosfere sognanti e sonorità fatate, e in procinto di calcare due palchi molto diversi. Signore e signori, con la collaborazione di Zimbalam, vi presentiamo Davide e Simone, i Kymera!

1.Vi abbiamo conosciuti ad X Factor, quali sono i vostri progetti ora?

Da quando è terminato il programma non abbiamo fatto altro che tornare con la mente ai progetti che ancor prima di partecipare al talent portavamo avanti. Ora vogliamo portare in giro il nostro spettacolo basato sulle nostre musiche, e che crediamo rappresenti al meglio la nostra anima musicale. E’ nei nostri piani trovare lo staff giusto che creda in questo progetto unico ed originale.

2.Parlateci del vostro nuovo album, “Argento e Nuvole”

E’ un disco che racchiude tutto il nostro mondo musicale in dodici tracce una diversa dall’altra. E’ questo che noi siamo, istrionici cantautori e performers e “Argento e Nuvole” non è solo da ascoltare. Chi lo ascolta si ritrova ad interpretare dei significati e delle tematiche che può adattare a sé stesso. A&N parla di vita vera, parla ad ogni uomo in quanto essere legato alla terra. La musica può rispecchiarsi in ognuno di noi e in questo disco le atmosfere etniche, elettroniche ed orchestrali non fanno altro che dare un colore in più ad un genere pop adatto ad un pubblico eclettico. Simone è l’autore dei testi ed il compositore delle melodie, Davide l’arrangiatore musicale e vocale.

3.Vi vedremo sul palco con due spettacoli diversi: “Utopia” e un concerto all’Alcatraz di Milano. Quali sono le differenze tra i due show?

Le differenze sono sostanziali anche perché si differenziano per repertorio, atmosfere, costruzione artistica. Il concerto che presenteremo all’Alcatraz ci vede nella veste di interpreti di cover, alcune delle quali eseguite anche durante X Factor e saremo accompagnati da tre musicisti, tra cui Fabrizio Palermo.

“Utopia” è un concerto-spettacolo che racchiude le nostre composizioni più brani di fama internazionale completamente rivisitati. É uno spettacolo impregnato sulla magia, atmosfere oniriche che si manifestano grazie a costumi di scena, un’attenta regia luci ed effetti scenici multimediali. Teniamo molto a questo progetto interamente a nostra cura. La prima dello spettacolo sarà il 28 maggio nel teatro di Pont-Saint-Martin in Valle d’Aosta, alle porte del Piemonte. Un assaggio di ciò che vorremo portare in giro per l’Italia.

4.Quale è stato il concerto più bello a cui avete assistito?

Insieme abbiamo ascoltato e ammirato Antonella Ruggiero.

5.Potete descrivere il vostro percorso attraverso una playlist di 5 canzoni?

Gravity of love (Enigma)

All is full of love (Bjork)

Frozen (Madonna)

Harem (Sarah Brightman)

Earth Song (Michael Jackson)

6.Quanto è importante la tecnologia nel mondo dei Kymera?

In un periodo in cui la tecnologia entra nelle nostre vite in qualsiasi modo e momento, per noi è importante usare la tecnologia come mezzo di diffusione. Farsi ascoltare, vedere e raccontarsi diviene fondamentale per poter raggiungere sempre più persone. Se ci viene data la possibilità di usare uno strumento lo dobbiamo fare nel migliore dei modi; è un valido aiuto che ci permette di divulgare e condividere la musica il più possibile.

7.Utilizzate le applicazioni per cellulare? Ce ne è una che vorreste inventare?

A dirla tutta, utilizziamo poco le applicazioni. Sarebbe bello inventare un’ applicazione che fermi il tempo, visto quanto corre il mondo attorno a noi!

8.Che cosa vi commuove e cosa vi indigna del mondo odierno?

Davide: mi commuovo, o meglio, provo una viscerale stretta allo stomaco pensando alla compartecipazione d’animo, all’unione che vede le persone donarsi le une alle altre. Mi indignano la cattiveria e la negatività gratuite che si ramificano spesso nell’essere umano.

Simone: Mi commuove la musica e l’arte in generale ma mi fanno arrabbiare le persone che cercano di gettare fango sulle altre persone e sugli sforzi altrui.

9.E’ importante crearsi un mondo parallelo?

Che lo vogliamo o no abbiamo tutti un rifugio, un mondo nel quale possiamo chiuderci per ricaricarci o nasconderci. E’ fondamentale però tenerne sempre ben a portata di mano la chiave d’accesso. Non vorremmo perderci tra sogno e realtà!

10.Fatevi una domanda e datevi una risposta (ovvero, c’è qualcosa di cui vorreste ci parlare?)

Forse vorremo dire grazie a tutti coloro che non si sono fermati nell’osservarci in quanto personaggi televisivi ma che, in modo curioso, hanno cercato di conoscere il vero mondo dei Kymera. La televisione ci ha presentati come duo, cantanti, interpreti, una buona fetta di pubblico ha continuato a seguirci nella nostra veste originale di cantautori.

Il sito ufficiale dei Kymera kymeramusic.it
Per info e foto: press@nokiaplay.it
www.nokiaplay.it
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Gio

07

Apr

2011

Concorso Letterario Lingua Madre 2010: le vincitrici e l'intervista a Daniela Finocchi

Torino, 6 aprile 2011 - Bulgaria, Germania, Albania: questi i paesi di origine delle vincitrici della sesta edizione concorso letterario Lingua Madre, indirizzato alle donne straniere che scrivono in italiano.

Il concorso da sei anni a questa parte è una vera e propria istituzione per il mondo letterario italiano e in particolare per la città di Torino, il luogo dove è nata l'idea di un concorso letterario translingue per le donne immigrate in Italia.

Quest'anno ad aggiudicarsi il primo premio è stata Guergana Radeva, dalla Bulgaria, con il racconto Sconfini; seguita da Irene Barbero Beerwald, dalla Germania, con il racconto Strano, Estraneo, Straniero e infine da Generda Brace, dall'Albania, con il racconto Mamme.

Le vincitrici non finiscono qui, perchè Lingua Madre è anche fatto di tante menzioni speciali. Eccole qui:

  • Premio Sezione Speciale Donne Italiane: Camilla Urso con il racconto Canzoni di anima
  • Premio Speciale Fondazione Sandretto Re Rebaudengo Rosa Elvira Celorio Campana con la fotografia Imagenes de Paso Ecuador
  • Premio Speciale Rotary Club Torino Mole Antonelliana Jacqueline Tema con il racconto Due infanzie per Nambena Madagascar
  • Premio Speciale Slow Food Terra Madre Tetyana Gordiyenko con il racconto Tutto sul caffè Ucraina
  • Premio Speciale Torino Film Festival Alexandra Petrova con il racconto Un giorno da cani Russia

La premiazione si terrà nel corso del Salone Internazionale del Libro 2011 a Torino lunedì 16 Maggio alle ore 12 (Lingotto Oval).

Ad assegnare i premi sarà Kamela Guza, vincitrice del V Concorso letterario nazionale Lingua Madre.

Parteciperanno alla premiazione il Presidente della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura Rolando Picchioni, l’Assessorato alla Cultura e la Commissione Pari Opportunità della Regione Piemonte, le rappresentanze diplomatiche dei Paesi d’origine delle vincitrici.

Introdurranno la premiazione Ernesto Ferrero, direttore editoriale Salone Internazionale del Libro Daniela Finocchi, ideatrice Concorso letterario nazionale Lingua Madre.

Ma come nasce e come si può partecipare al Concorso Letterario Lingua Madre?
L'abbiamo chiesto a Daniela Finocchi, giornalista e ideatrice del concorso.


Redazione Babel: Quando nasce il Concorso Lingua Madre?

Daniela Finocchi: Il progetto nasce nel 2005, siamo infatti alla sesta edizione e nasce per dare voce a chi non ce l’ha, quindi gli stranieri e in particolare le donne, discriminate due volte in quanto straniere e in quanto donne. E’ uno spazio aperto, libero da filtri e intermediazioni proprio perché le donne possano esprimersi liberamente. Nasce anche per creare relazione, scambio, confronto si chiede di scrivere in italiano anche perché laddove le donne straniere non hanno abbastanza dimestichezza con l’italiano scritto il bando consente e incoraggia la collaborazione tra donne straniere e italiane, infatti i racconti scritti a più mani sono molti, è un progetto della Regione Piemonte promosso insieme al Salone del Libro di Torino.

Redazione Babel: Perché l’italiano come lingua?

Daniela Finocchi: La scelta dell’italiano ha più motivi, il più ovvio è che siamo in Italia, e queste donne sono qui, lavorano qui, magari si sono sposate e quindi ci sembrava giusto farle esprimere nella lingua del paese d’accoglienza. C’è poi un motivo più sottile  che attiene al tema della differenza a cui il progetto si ispira e che ne è elemento fondante: a qualsiasi parte del mondo appartengano le donne e a qualunque nazione provengano o a qualunque religione appartengano, sono comunque abituate a esprimersi in una lingua che non gli appartiene, ma che è propria della cultura patriarcale. Per questo non è difficile per le donne avvicinarsi a una lingua diversa. E poi comunque quello che interessa non è la scrittrice emergente dell’anno, anche se  poi molte delle scrittrici che hanno partecipato hanno poi pubblicato, finora sono circa una trentina, ma quello che veramente ci preme è il creare una relazione, uno scambio.

Redazione Babel: A chi è aperto il Concorso Letterario Lingua Madre?

Daniela Finocchi: A tutte, non solo ad autrici esordienti ma anche a chi scrive ormai abitualmente o per lavoro. Come accennavo prima le autrici che hanno pubblicato sono moltissime: Cristina Farauba, Candelaria Romero, Laila Wadia, Gabriella Kuruvilla, ormai nomi di riferimento della scrittura migrante. Sono anche molte le donne che scrivono magari per la prima volta e che scoprono nella scrittura un mezzo per esprimersi ma anche per riscoprire se stesse, per arrivare a quella ricostruzione del se’ femminile attraverso scrittura. Lo vediamo anche nelle biografie che si trovano sul volume che pubblichiamo ogni anno dedicato ai racconti dell’edizione. Il volume è pubblicato da SEB 27 ed è distribuito in tutte le librerie d’Italia.
Al termine del volume pubblichiamo sempre tutte le biografie delle autrici, e questo diventa un altro racconto, un'altra lettura di questa realtà, in cui tante storie si uniscono, con esperienze lavorative e di vita diverse una dall’altra, ma che vanno a costituire un’unica storia che esalta il pensiero femminile e accomuna le donne di tutto il mondo, nel senso che poi il modo di affrontare gli eventi della vita è comune a tutte.

Redazione Babel: Quali sono i temi?

Daniela Finocchi: I temi sono i più disparati, il tema dell’identità è molto presente; magari a seconda degli anni si sentono di più certi problemi rispetto agli altri, come può essere  l’integrazione, documenti, sanatorie insomma fatti legati all’attualità. L’amore è molto presente: per un uomo o per i figli, ma anche per un’amica o per la madre. Il cibo è anche un altro elemento ricorrente, infatti sono nati dei premi speciali destinati a diversi aspetti come il premio speciale Slow Food Terra Madre, al racconto che più si ispira al tema del cibo e della natura. C’è poi il premio speciale Torino Film Festival per il racconto che più si presta a essere trasposto in sceneggiatura, poi il premio Rotary Club Torino Mole Antonelliana per i temi della pace e della fratellanza e dalla sesta edizione il premio Sandretto Re Rebaudengo, che apre il concorso alla fotografia.

Redazione Babel: Come si  è sviluppato negli anni il concorso?

Daniela Finocchi: Il concorso negli anni è diventato un progetto più consistente, con laboratori nelle scuole , nelle carceri, nelle biblioteche e nelle fondazioni. Abbiamo svolto incontri per presentare l’antologia, ma anche spettacoli teatrali; proprio dai vari racconti nasce Senza voce, senza terra soli della compagnia Fabula Rasa insieme ad Assemblea Teatro, che è attualmente in tourneé in tutta Italia. Poi ci sono gli eventi, che avvengono tutto l’anno e sono finora oltre sessanta e che toccano piccole città e realtà locali o capoluoghi di provincia, in cui si cerca di coinvolgere le autrici che risiedono in quella zona.
E' in corso la collaborazione con il Torino Film Festival con la vincitrice della sezione di quest’anno, poi ci saranno le presentazioni dell’antologia e gli incontri con le autrici nelle località più disparate e in ambiti diversi: scuole, biblioteche etc.
Tutti gli aggiornamenti sono su sito e blog: www.concorsolinguamadre.it che rappresenta un altro spazio di confronto e di scambio e che nel tempo ha creato una vera e propria rete che continua a frequentarsi e confrontarsi tutto l’anno.

Redazione Babel: Qual è il rapporto del concorso con i nuovi media e la rete in particolare?

Daniela Finocchi: E’ stato realizzato anche un booktrailer, ispirato non tanto da volontà pubblicitarie, quanto per sottolineare gli aspetti che ci premono, per creare delle suggestioni e interesse verso le antologie del concorso a cui hanno partecipato le diverse autrici. Si è tracciata una storia attraverso diverse donne, di diversa nazionalità, attraverso gli aspetti fisici e i luoghi e legata insieme idealmente da un fiore di magnolia, che rappresenta dignità e perseveranza, e che si presta come simbolo delle donne di tutto il mondo, non solo di chi è coinvolta nei fenomeni di  migrazione ma delle donne in senso generale.
Per quanto riguarda l’efficacia del booktrailer, noi siamo favorevoli a tutte le novità e opportunità che offrono i mezzi di comunicazione, soprattutto declinato in questo modo abbiamo visto che si tratta di un’ottima soluzione, vediamo negli incontri che quando lo facciamo vedereè un’ottima soluzione, agli incontri quando lo facciamo vedere ha sempre ottimi riscontri, ed è sempre stato molto apprezzato. Apparteniamo a una società dell’immagine, quindi ben venga un primo contatto visivo, l’abbiamo fatto credendoci e penso che non abbiamo sbagliato.

Il Concorso letterario nazionale Lingua Madre, ideato da Daniela Finocchi, vede il sostegno di Salone Internazionale del Libro Torino, Regione Piemonte con l’Assessorato alla Cultura e la Commissione Pari Opportunità.
Il VII Concorso letterario nazionale Lingua Madre si concluderà il 31 dicembre 2011.
Bando del concorso e informazioni su www.concorsolinguamadre.itwww.salonelibro.it

La Redazione Web
redazioneweb@babel.tv

 

Mer

06

Apr

2011

Concerti dal vivo: un’esperienza appagante per tutti i sensi

Assistere ad un concerto dal vivo è un’esperienza che appaga tutti i sensi, e che si può rivelare interessante da diversi punti di vista.

Con l’estate si avvicina anche la stagione dei concerti all’aperto e dei grandi festival musicali, e le possibilità di assistere ad uno spettacolo musicale si moltiplicano rispetto alle altre stagioni. Un concerto od un festival musicale sono sicuramente delle esperienze che per molti appassionati di musica sono appaganti in vari sensi, in quanto soddisfano sia il desiderio di ascoltare dal vivo i propri artisti preferiti sia quello di vedere all’opera strumenti e accessori musicali di primo livello, come i microfoni se electronics o i monitor krk.

Assistere ad un concerto dal vivo significa essere in più stretto contatto con la musica e con gli artisti che siamo abituati ad ascoltare su disco o su lettore mp3, strumenti utilissimi ma che sicuramente non riescono a ricreare, nemmeno nelle loro versioni tecnologicamente più avanzate, l’energia e le emozioni che uno spettacolo di musica da vivo sa trasmettere. Perché un concerto live non è fatto solo di musica, e non lo si sente solo con le orecchie, ma con tutti i sensi, con il cuore e con la mente. Un concerto dal vivo è così emozionante in primo luogo perché abbatte, o comunque riduce al minimo, la distanza tra musica e ascoltatore, tra artista e spettatore: quando i musicisti sono sul palco le note che si sprigionano dalla loro voce e dai lori strumenti, sia che si tratti di una tastiera asturia che di un uno strumento a fiato, non passano attraverso nessun tipo di artificio tecnologico, e arrivano agli spettatori senza filtri, senza mediazioni, trasportate solamente dall’aria. E questo fa una grandissima differenza! Certamente la qualità del suono che possiamo ritrovare in molti degli strumenti che usiamo per ascoltare musica è in molti casi superiore a quella di cui si può godere dal vivo, dove spesso un’acustica non sempre perfetta, il brusio di sottofondo e altri fattori non contribuiscono ad una resa perfetta della musica che viene suonata sul palco, ma è proprio tutto questo contorno a rendere un concerto per molti versi preferibile all’ascolto solitario di un cd o di un file musicale. Perché le cose belle dei concerti sono anche il sudore, la stanchezza che inevitabilmente si presenta dopo ore passate in piedi, il più delle volte a saltare e ballare, il coro di voci che si alza quando i musicisti attaccano le canzoni più amate, e che quasi vanno a coprire la voce del cantante. Un concerto non è fatto solo di suoni, però, suoni non sempre nitidi ma che si confondono con le voci e le emozioni degli spettatori, un concerto è fatto anche della vista dei musicisti che sul palco aggrediscono o accarezzano i propri strumenti, strumenti professionali e accessori, come i lettori novation o i pedali effetti moog con cui molti di noi non hanno confidenza e che contribuiscono a creare sul palcoscenico una scenografia particolare, dalla vista dei volti e degli occhi degli altri spettatori, sui quali riesci quasi a leggere le tue stesse emozioni e sensazioni, la vista del mare di mani che si alza quasi a voler afferrare con le dita le note dei pezzi più belli. Un concerto è udito, vista e tatto, nel senso di contatto, anche fisico, con gli altri spettatori, che insieme a te creano una specie di uno-tutto tenuto insieme dalla musica, un insieme di persone che non si conoscono ma che sono unite da una stessa passione e da un sentire comune. Un concerto appaga i nostri sensi, ma a livello più profondo è anche in grado di trasmetterci delle sensazioni che poche cose al mondo riescono a trasmetterci allo stesso modo.

Preparatevi dunque per la lunga estate dei live, perché la stagione della musica è finalmente arrivata.



Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – rivendita servizi

 

Lun

04

Apr

2011

La Ragazza di Cartagine di Vincenzo Ciampi (Historica Edizioni)

La Ragazza di Cartagine

Il nuovo libro di ambientazione storica

di Vincenzo Ciampi per

Historica Edizioni

La presentazione a Roma si svolgerà presso la Libreria Flexi (Via Clementina, 9 - Rione Monti) giovedì 7 aprile 2011 alle ore 19:00.

Sarà presente l'autore. Moderano le scrittrici Gaja Cenciarelli e Monica Mazzitelli

LA RAGAZZA DI CARTAGINE - CIAMPI - HISTORICA EDIZIONIQuanto può un padre comprendere e condividere le scelte di una figlia? Come è cambiato questo rapporto in duemila anni? Qual è il confine tra bene e male? Tra giusto e sbagliato? E soprattutto, qual è il confine tra l’autorità politica e la libertà di coscienza?

Tra odio, vendetta, sete di giustizia e verità, il nuovo romanzo di ambientazione storica di Vincenzo Ciampi, “La Ragazza di Cartagine” si snoda in una città anti-cristiana, attraverso il lungo e faticoso cammino di un uomo, un padre, alla ricerca del perdono di una figlia che ha osteggiato, non condividendo le sue scelte e che non ha saputo proteggere fin quando era in vita.

"Historica torna a pubblicare un genere, il romanzo storico, – afferma il giovane editore Francesco Giubilei - da sempre vicino al catalogo della casa editrice e lo fa con un testo, quello di Ciampi che, pur essendo ambientato durante l'impero romano, tocca temi di grande attualità".

Dopo "Nulla se non il corpo", il romanzo biografico su Fulvia, donna di potere spregiudicata e vendicativa dell'età di Cesare, Vincenzo Ciampi si cimenta in un’altra storia al femminile ispirata ad una donna dell'età romana realmente esistita, ma completamente diversa, quasi all'opposto. “La Ragazza di Cartagine” tocca temi generali, alcuni attuali, come ad esempio la scelta del martirio; o quello dei rapporti fra impero e cristianesimo, ovvero fra autorità politica e libertà di coscienza. Non si tratta di un romanzo storico o biografico in senso stretto: è la storia di un padre che cerca di salvare sua figlia, cercando in tutti i modi di punire i responsabili della sua morte.

Nel marzo del 203 d.C., nell’Anfiteatro di Cartagine, furono condannati “ad bestias” (ad essere divorati vivi da belve nelle arene, solitamente leoni e tigri) cinque giovani cristiani, fra cui due donne: una era Vibia Perpetua, ventiduenne, cittadina romana molto istruita e di buon livello sociale, sposata e madre di un bambino che lei ancora allattava; l’altra era Felicita, incinta al momento dell’arresto, la quale aveva partorito in carcere, quindi idonea ad essere giustiziata insieme agli altri.

Della prigionia di Perpetua è rimasto un diario che rappresenta anche l’unico importante esempio letterario in lingua latina attribuito ad una donna. Nella tradizione ecclesiale questo scritto è conosciuto come “Passio Perpetuae et Felicitatis”. Il racconto della loro «Passione» è una delle più belle pagine di letteratura latina, che ha ispirato varie interpretazioni, sull’attribuzione della stesura del testo alla donna e anche filologica, storiografica, esegetica, apologetica cristiana e psicanalitica.

La narrazione di Vincenzo Ciampi, non entra minimamente nel dibattito teologico e storiografico sulla figura e sull’opera di Vibia Perpetua, ovvero “La Ragazza di Cartagine”. Nel diario della martire cristiana c’è il racconto, estremamente toccante e realistico, dei ripetuti, disperati tentativi di suo padre per convincerla a salvarsi. Questo è lo spunto principale del romanzo che viene proposto da Vincenzo Ciampi, che quindi va considerato come un’opera di fantasia (mantenuta entro i confini del verosimile) ispirata ad un contesto storico reale, della quale protagonista è, per l’appunto, un padre che assiste a quello che per lui è solo il suicidio di sua figlia. Tuttavia, a parte alcuni passaggi tratti dal diario e limitati ai giorni di detenzione, le indicazioni su altri personaggi e avvenimenti sono soggette ad interpretazione.

Vincenzo Ciampi è nato a Napoli nel 1955. Vive da sempre a Roma. Prima di dedicarsi alla narrativa e alla saggistica, è stato dirigente d’azienda e giornalista. Attualmente si occupa di formazione e di “life coaching”.

Il suo romanzo d’esordio, “Mio cugino il fascista” (Robin-BdV 2005) è risultato vincitore al Festival del Primo Romanzo 2006. Successivamente ha pubblicato nel 2008 il saggio storico “Le congiure parallele” e il romanzo biografico “Nulla se non il corpo”.

Da due anni tiene a Roma il suo Laboratorio di Scrittura.

Edizione: Historica

ISBN: 9788896656228

Autore: Vincenzo Ciampi

Collana: Narrativa

Pagine: 287

Prezzo: € 16,00

Il sito ufficiale di Historica Edizioni: www.historicaweb.com

Distribuzione: www.discepolidistribuzione.com

Ufficio Stampa Historica Edizioni: Top1 Communication

e-mail: segreteria@top1communication.eu

web: www.top1communication.eu

 

Ven

01

Apr

2011

Mamme al cinema per riprendersi la città: il racconto di Claudia Grasso dell'associazione Città dell

Una donna, una volta diventata mamma, si trova spesso a dover rinunciare a gran parte della sua vita sociale, questo accade, da un lato, a causa del grande cambiamento che l'arrivo di un neonato rappresenta, ma dall'altro per l'impossibilità di andare al ristorante, ai musei, a teatro o al cinema, con carrozzine e un bambino da allattare o cambiare. Alcune mamme hanno però deciso di provare a cambiare le cose.

Claudia Grasso è presidente della Onlus Città delle Mamme, un'associazione nata dall'esperienza di cinque donne che, dopo essere diventate mamme, si sono imbattute nei limiti della società odierna, soprattutto quella cittadina, inospitale nei confronti di chi si trova a fruire dei servizi urbani con creature “selvagge” al seguito. Per questa ragione hanno deciso di proporre una serie di iniziative, che vanno dalla ristorazione all'intrattenimento, con l'obiettivo di favorire la vita quotidiana e sociale delle mamme. In quest'intervista ci ha parlato dell'esperianza di Cinemamme.

Mamme nella Rete - Che cos'è Cinemamme?
Claudia Grasso - Rappresenta per i neo genitori la possibilità concreta di accedere con bimbi al seguito a proiezioni di pellicole in prima visione al cinema in una dimensione accogliente orientata a facilitarne la piena godibilità.

MNR
- L'iniziativa è stata ideata da mamme con l'esigenza di soddisfare un proprio bisogno o è nata per le mamme, prevedendo anche la partecipazione dei papà?
CG - Nasce come soddisfazione di un bisogno femminile durante il periodo del puerperio e si amplia e si estende a tutte le persone che attivamente si prendono cura dei lattanti nei loro primi diciotto mesi di vita.

MNR
- Come hanno reagito le mamme all'iniziativa, ci sono casi di mamme che avevano pregiudizi nei confronti di un evento dedicato solo a loro e che poi hanno cambiato idea?
CG - Mi è capitato solo una volta di leggere su un blog mammesco una reazione assolutamente critica e negativa in termini di fattibilità,  per il resto, che vi assicuro essere copioso, straordinario entusiasmo, enorme successo, fiumi di ringraziamenti.

MNR
- Come si veicola l'informazione di quest'iniziativa, col passaparola, tramite internet, tramite associazioni e come si svolge una proiezione, che differenza c'è con le proiezioni canoniche?
CG - L’informazione viaggia e si diffonde più facilmente attraverso il nostro sito dedicato che risulta essere sempre di più una piattaforma per intessere relazioni, trovare collegamenti e per consentire il passaggio di informazioni con realtà che sposano i nostri obiettivi di fondo. Sono stati ideati e prodotti volantini e locandine cartacee per far circolare fisicamente l’esistenza dell’iniziativa curate nei contenuti e nella grafica direttamente dal nostro direttivo. Le nostre associate sono costantemente aggiornate sull’evento Cinemamme nella capitale e il nostro piccolo ufficio stampa, in collaborazione con quelli dei Cinema che ospitano e che di fatto promuovono il progetto, sparge su scala nazionale e cittadina la conoscenza di questa iniziativa dal 2009. La proiezione Cinemamme contempla e contiene degli accorgimenti che sono essenziali al pubblico prescelto. Il volume è ridotto, le luci in sala soffuse, le pellicole di prima visione adatte alla tipologia di pubblico, gli spazi consentono l’accesso alle carrozzine, i bagni ed il bar attrezzati per accogliere i neonati e soprattutto circola un alto livello di tolleranza durante la condivisione del film.

MNR
- Che effetto sociale e/o psicologico ha nella vita delle mamme questo momento al cinema condiviso con le altre mamme?
CG - Attraverso il progetto Cinemamme crediamo di intervenire sulla depressione post partum delle madri attivandole ad uscire e garantendo loro di trovarsi in un ambiente protetto; di promuovere la socializzazione perché è attraverso l’incontro ed il confronto con l’altro che si trova lo stimolo per vivere sempre meglio; di sostenere l’allattamento al seno invitando le mamme ad allattare al cinema liberamente, anche durante la proiezione. In questo senso e per questo si chiama Cinemamme, non perché è diretto solo alle mamme ma perché viene incontro alla delicata condizione delle neo mamme.

MNR - Quali sono i numeri di cinemamme, in quante città e da quanto tempo esiste quest'iniziativa?
CG - Esiste a Roma dalla primavera del 2009. Tre edizioni al Nuovo Cinema Aquila (zona Pigneto), prima stagione pilota nel 2011 al The Space Moderno (zona Centro). Si è diffuso su scala nazionale anche a Padova, Terni , Sesto Fiorentino,  e si sta definendo un lancio in altre città dell'Italia del nord. I numeri sono stati molto alti nella prima edizione romana, con picchi di 40 spettatori, mantenendosi poi in media e nel tempo sui 15-20 spettatori a proiezione. L’utenza di Cinemamme è per tipologia molto ondivaga, discontinua ed i numeri non sono poi troppo importanti e tantomeno indicativi.

Cinemamme è dunque un'iniziativa proposta da mamme per altre mamme, per cogliere l’opportunità di rivedere la città e il mondo con gli occhi dei bambini, per ristabilire una più autentica gerarchia degli spazi e delle emozioni, senza costringere le neomamme a dover scegliere fra la vita sociale e quella famigliare.

L'associazione nazionale Città delle Mamme ONLUS, si trova a Roma in Via Atripalda, 5.

Sito: www.cittadellemamme.it; info@cittadellemamme.it; Facebook
Per info e foto: press@mammenellarete.it www.mammenellarete.itFacebook Twitter

 

Gio

31

Mar

2011

Swing Trio al Borgoclub

Swing Trio SWING TRIO

BORGOCLUB

Via Vernazza 7/9 R. - Genova (San Martino)

Sabato 02 aprile 2011 ore 21:30

Alfredo Ferrario (clarinetto), Alberto Gurrisi (hammond) e

Special Guest Gianni Cazzola (batteria)

 

Mi colpisce in lui la dedizione al jazz e mi piace la sua filosofia musicale semplice che mette la musica al centro dell’Universo collocandola come religione assoluta”. A parlare di Gianni Cazzola è Paolo Fresu che nella prefazione al libro “Una vita in Swing” continua affermando “è riuscito a raccontare la storia del jazz italiano con due bacchette ed un piatto straordinariamente swing”.

Il concerto del Swing Trio di sabato 2 aprile al Borgoclub di Genova (Via Vernazza 7/9 R. – San Martino – inizio ore 21.30) con Alfredo Ferrario al clarinetto, Alberto Gurrisi all’hammond e con la special guest Gianni Cazzola alla batteria, si appresta a rimanere nella memoria del salotto jazz più prestigioso del capoluogo ligure. Sì perché Gianni Cazzola non è solo un semplice musicista ma una pietra miliare del jazz. I suoi tamburi hanno sostenuto, suonato e corroborato i più grandi jazzisti che il globo abbia ospitato: Art Farmer, Chet Baker, Dexter Gordon, Mal Waldron, Clark Terry, Gerry Mulligan, Johnny Griffin, Don Byas, Billie Holiday, Benny Golson, Sarah Vaughan, Tommy Flanagan, Steve Lacy, Ray Brown, Lee Konitz, Joe Venuti, Phil Woods, Sheila Jordan, Ira Sullivan, per citarne solo alcuni. Ma la lista sarebbe così lunga da rischiare di cadere in una sorta di "indice dei nomi" degno di un'enciclopedia del jazz. Cazzola intesse relazioni con tutto l'universo "swing", il quale più che racchiudere la sua esperienza, è da lui racchiuso. Più di cinquant’anni di musica e di jazz raccontati anche in un libro, “Una vita in Swing” (Tagete Edizioni - Collana Musicastrada, 2005) dove traspare l’essenza della musica afroamericana e l’amicizia. La musica intramontabile nasce solo dai validi, forti e buoni rapporti umani. Il resto è puro esercizio fisico dove le note avranno un timbro, un suono ed un senso aleatorio.

Con Gianni Cazzola, sul palco del Borgoclub, il clarinettista Alfredo Ferrario. Dotato di grande sensibilità, tecnica strumentale ed eccellente gusto jazzistico, è considerato da alcuni anni tra i migliori clarinettisti swing in circolazione in Italia. Ha suonato in USA, Finlandia, Norvegia, Danimarca, Svezia, Spagna, Francia, Svizzera, Olanda e Belgio. In queste occasioni ha avuto modo di collaborare con artisti storici come Sammy Price e Ralph Sutton. Nel 2005 vince il premio come miglior solista del Festival Internazionale di Breda (Olanda) ed è invitato in Giappone al Festival di Kobe. All’organo hammond troveremo invece, Alberto Gurrisi. Iniziato a soli 8 anni lo studio del pianoforte si diploma a 23 anni. Ha suonato con importanti musicisti come Franco Cerri, Enrico Rava, Lucio Terzano, Tiziana Ghiglioni, Paolo Pellegatti, Joe Cohn, l’armonicista americano Sugar Blue e tanti altri esibendosi in tutta Italia e all’estero.

 


BORGOCLUB

CIRCOLO CULTURALE PER LO SVILUPPO DELLE ATTIVITA’ ARTISTICHE, MUSICALI E DEL TEMPO LIBERO

GENOVA - Via Vernazza 7/9 R. (San Martino) –

e-mail: info@borgoclub.com

web: www.borgoclub.com

Ingresso € 15

Riservato ai Soci con Tessera Fitel

Prenotazioni: 010.3760090 – 338.6088804

Ufficio stampa: Top1 Communication

e-mail: segreteria@top1communication.eu

web: www.top1communication.eu

 

Gio

24

Mar

2011

Pellicole sul mondo del poker, da Hollywood a Cinecittà

Il poker, gioco che sta diventando sempre più popolare, ha da sempre affascinato cineasti e registi, che ne hanno fatto il protagonista di molte loro opere.

Stando anche alle recenti statistiche, che parlano di un aumento nel numero dei giocatori e degli appassionati di poker Italia e all’estero, possiamo sicuramente affermare che il poker sia un’attività in grado di affascinare e intrigare milioni di persone. Lo stesso fascino il poker l’ha esercitato, e lo esercita tutt’ora, anche nei registi e nei cineasti di tutto il mondo, che spesso e volentieri hanno dedicato alcuni dei loro lavori a questo gioco e alle dinamiche che è in grado di scatenare, facendone talvolta il protagonista stesso del film e, in altri casi, lasciandolo invece in sottofondo, come scena sulla quale far interagire i personaggi del film e raccontare le loro storie.

Da Hollywood a Cinecittà molti sono stati i film ambientati attorno ad un tavolo poker in fumose sale da poker o in sfavillanti casinò, e molti di questi film sono entrati a far parte della storia del cinema. Basti pensare a “La Stangata”, film del 1973 girato da George Roy Hill e interpretato, tra gli altri, da due mostri sacri di Hollywood, Paul Newman e Robert Redford. In questa pellicola, vincitrice di ben sette premi oscar, tra cui miglior film, regia e sceneggiatura, il poker non ha un ruolo da protagonista, ma è presente in una delle scene più famose del film, durante la quale il personaggio interpretato da Paul Newman, ossia Henry Gondorff, fa una partita a poker in treno e riesce a beffare il proprio avversario fingendosi un bookmaker ubriacone. Spostandoci un po’ indietro nel tempo e virando verso il genere della commedia, non possiamo non citare “Kaleidoscope: la truffa che piaceva a Scotland Yard”, pellicola del 1966 con Warren Beatty e Susannah Yorke che pur non essendo molto famosa piacerà sicuramente agli appassionati del tavolo verde. La storia narra di un giocatore che riesce a truffare i casinò di tutta Europa ma che ad un certo punto conosce la figlia di un ispettore di Scotland Yard, la quale comincia a nutrire dei seri sospetti.

Veniamo a tempi un po’ più recenti: è del 1998 “Lock&Stock”, pellicola che ha consacrato Guy Ritchie come regista di fama internazionale. Si tratta di una commedia ambientata nell’East End di Londra e che racconta le gesta di quattro amici alle prese con una cifra astronomica persa a poker da restituire ad un boss della malavita locale. Negli anni Novanta sono uscite molte altre pellicole che ruotavano attorno al mondo del poker, da “Casinò” di Martin Scorsee, film del 1995 con Robert de Niro, Sharon Stone e Joe Pesci, a “Il giocatore” (1998), pellicola diretta da John Dahl con Matt Damon, Edward Norton e John Turturro come interpreti principali, nella quale compare anche, in un cameo, il campione di poker Johnny Chan. Una delle scene più famose del film vede il personaggio interpretato da Matt Damon impegnato al gioco Texas Hold em.

Fra tutte queste produzioni internazionali, l’Italia non è rimasta a guardare. Pupi Avati, per esempio, nel corso della sua carriera ha dedicato ben due pellicole al mondo del poker, “Regalo di Natale” nel 1986 e “La rivincita di Natale” nel 2003. Il secondo film è il sequel del primo, che aveva come protagonisti quattro amici radunati intorno al tavolo verde durante la notte di natale.



Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – piano commerciale

 
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