Per molti anni il concetto di un ufficio senza carta è sembrato a molti lavoratori ed esperti un’idea futuristica e irrealizzabile sotto tutti i punti di vista. Negli ultimi due anni però le evoluzione della tecnologia informatica nella gestione documenti e nella gestione della corrispondenza elettronica ha fatto si che il principio del risparmio energetico e della gestione accurata della documentazione aziendale senza il supporto di materie cartacee sia più che realizzabile, reale.
La combinazione di scanner di piccole dimensioni con scanner ad alta velocità presenti in rete hanno fatto si che ogni singolo ufficio abbia raggiunto le potenzialità per poter agire in maniera completamente digitalizzata, senza il supporto fisico di altri elementi come carta, stampanti, archivi e raccoglitori. Tutta la documentazione necessaria ad espletare le mansioni d’ufficio è interamente informatica sia per la sua creazione che per la sua consultazione e archiviazione. Come si suol dire tutto…a portata di un click!
Quando si parla di un ufficio senza carta devono esserci però delle basi concrete nell’organizzazione e nella gestione del lavoro quotidiano in ogni settore, un modo efficiente di gestire il lavoro che con l’informatizzazione e l’attuazione di accessori comesoftware e-commerce diventi sempre più efficiente ma soprattutto efficace sfruttando a proprio favore la tecnologia. Insomma la tecnologia deve intervenire a nostro favore incentivando la qualità del lavoro del singolo e facendo risparmiare tempo e fatica da parte di chi con tale documentazione deve operare.
I vantaggi della documentazione digitale sono facilmente individuabili. Il primo su tutti è il vantaggio di poter avere dentro un semplice pc tutto ciò di cui abbiamo bisogno in campo documentale, tecnicamente un ufficio a nostra completa disposizione in qualsiasi momento e luogo. Dal punto di vista economico e ambientale altrettanto evidenti sono gli aspetti favorevoli: un notevole risparmio di carta, inchiostro e supporti fisici che costano sia in termini di energia che economici.
Sicuramente come evidenti sono i vantaggi evidenti sono che i rischi dai quali però abbiamo validi strumenti con i quali tutelarci. Il primo è quello della sicurezza e custodia dei documenti, rischio che può essere scongiurato attraverso l’acquisto di software speciali appositamente elaborati che consentono di gestire nella massima sicurezza qualsiasi tipo di documentazione. Il secondo rischio che dobbiamo scongiurare se vogliamo tendere al principio dell’’ufficio senza carta èn quello della perdita fisica dei dati, del loro smarrimento, rischio che possiamo evitare con dei semplici backup periodici che, se a volte possono sembrare routine, sono fondamentali per salvaguardare il nostro lavoro e il suo intrinseco valore.
Ovviamente, come hanno sottolineato numerose ricerche e saggi di studiosi americani del settore, non si potrà mai avere un ufficio completamente privo di materiale cartaceo, perché ci sarà sempre la necessità di documentazione fisica ma il paper less office è un principio che vale la pena perseguire nella tutela dell’ambiente e del lavoro. Proprio dall’organizzazione del lavoro, dalla gestione delle persona coinvolte dalla gestione risorse umane coinvolte nel processo necessario alla transizione dipenderà la buona o la cattiva riuscita di questo ideale. Incentivare l’uso di strumenti digitali in ogni ambito è sicuramente un buon passo d’inizio che può portare ad una completa transizione nei prossimi anni.
A cura di Martina Celegato
Prima Posizione srl
Servizi mailing |
Il mondo delle imprese, soprattutto di quelle che offrono servizi e si occupano di campi molto competitivi come media e marketing sta elaborando sempre più strategie per fidelizzare i vecchi clienti e trovarne di nuovi. Proprio la competizione ma soprattutto il principio di competitività risulta essere uno dei principi cardine all’interno dell’alta formazione manageriale e professionale che “istruisce” e “addestra” talenti che possano essere parte attiva sia nel mercato del lavoro che nel marcato economico producendo e innovando in base alla formazione ricevuta prima dell’esperienza lavorativa. Ma non solo, infatti sempre più vasti sono i programmi di formazione continua anche attraverso corsi formazione finanziati che vanno ad abbracciare tutti gli ambiti aziendale senza esclusione di nessun settore, da quello professionale a quello manageriale fino ad arrivare alla gestione delle risorse umane senza dimenticare i servizi informatici commerciali e di vendite. Tutti i settori infatti se opportunamente coordinati e istruiti sulle nuove tecnologie e le innovazioni in corso nei vari settori entrano a far parte in maniera fondamentale del ciclo vitale di ogni azienda.
Per riuscire ad affrontare in maniera produttiva la competizione che inevitabilmente ogni azienda, grande o piccola che sia, incontra nell’arco del suo business i nuovi fondamenti aziendali, che vengono trasmessi attraverso corsi formazione aziendale devono divenire parte attiva e fondante del business. Il primo sopra tutti è sicuramente quello che tratta di integrazione tra i vari settori che vanno a comporre la struttura aziendale. Un’integrazione che intrinsecamente si appoggia alla specializzazione di ogni persona, alle sue competenze e peculiari capacità che rendano lo staff aziendale un vero e proprio team di professionisti con un unico obiettivo finale.
L’altro principio che sta prendendo sempre più piede, e che a prima vista può sembrare contradditorio con i precedente è quello dell’autonomia e dell’imprenditorialità del singolo. Caratteristica che non deve essere erroneamente intesa come prevaricazione e lavoro singolo ma come lavoro di squadra che con l’apporto e la creatività di ognuno può divenire business e gioco di squadra vincente.
Principi che oltre a prendere piede sempre più praticamente in tutti i settori vanno a minare quello che era l’assetto tradizionale di una qualsiasi azienda, un assetto basato sulla gerarchia e sul coordinamento da parte di un dirigente che gestiva tutti i ruoli aziendali in maniera autonoma e in molti casi autoritaria con integrazione pressoché inesistente tra i vari settori. Una trasformazione che mostra i suoi risultati anche attraverso la nascita di figura aziendali trasversali, figure di dirigenti con alte competenze tecniche costantemente aggiornate che hanno spiccate doti di problem solving maturate con gli studi e l’esperienza diretta e che riescono a coordinare autonomamente il lavoro di un team. Un team aziendale che non accetta incondizionatamente le decisioni dl manager ma che attraverso un corso di formazione professionale riesce a collaborare e integrare con le proprie competenze l’andamento del business e il suo sviluppo nelle modalità e nel tempo.
In conclusione il cambiamento che stiamo vivendo nel mondo aziendale attualmente è la rinascita delle strutture aziendali e la rivalorizzazione, tanto agognata, dei professionisti e delle loro capacità di singoli capaci di influire attivamente e non solo passivamente all’interno del mondo aziendale utilizzando i mezzi che a loro disposizione sono stati messi dalle Università e dagli enti di formazione professionale, manageriale e specializzante continua.
A cura di Martina Celegato
Prima Posizione srl
Scrittura creativa |
Il mondo delle imprese, soprattutto di quelle che offrono servizi e si occupano di campi molto competitivi come media e marketing sta elaborando sempre più strategie per fidelizzare i vecchi clienti e trovarne di nuovi. Proprio la competizione ma soprattutto il principio di competitività risulta essere uno dei principi cardine all’interno dell’alta formazione manageriale e professionale che “istruisce” e “addestra” talenti che possano essere parte attiva sia nel mercato del lavoro che nel marcato economico producendo e innovando in base alla formazione ricevuta prima dell’esperienza lavorativa. Ma non solo, infatti sempre più vasti sono i programmi di formazione continua anche attraverso corsi formazione finanziati che vanno ad abbracciare tutti gli ambiti aziendale senza esclusione di nessun settore, da quello professionale a quello manageriale fino ad arrivare alla gestione delle risorse umane senza dimenticare i servizi informatici commerciali e di vendite. Tutti i settori infatti se opportunamente coordinati e istruiti sulle nuove tecnologie e le innovazioni in corso nei vari settori entrano a far parte in maniera fondamentale del ciclo vitale di ogni azienda.
Per riuscire ad affrontare in maniera produttiva la competizione che inevitabilmente ogni azienda, grande o piccola che sia, incontra nell’arco del suo business i nuovi fondamenti aziendali, che vengono trasmessi attraverso corsi formazione aziendale devono divenire parte attiva e fondante del business. Il primo sopra tutti è sicuramente quello che tratta di integrazione tra i vari settori che vanno a comporre la struttura aziendale. Un’integrazione che intrinsecamente si appoggia alla specializzazione di ogni persona, alle sue competenze e peculiari capacità che rendano lo staff aziendale un vero e proprio team di professionisti con un unico obiettivo finale.
L’altro principio che sta prendendo sempre più piede, e che a prima vista può sembrare contradditorio con i precedente è quello dell’autonomia e dell’imprenditorialità del singolo. Caratteristica che non deve essere erroneamente intesa come prevaricazione e lavoro singolo ma come lavoro di squadra che con l’apporto e la creatività di ognuno può divenire business e gioco di squadra vincente.
Principi che oltre a prendere piede sempre più praticamente in tutti i settori vanno a minare quello che era l’assetto tradizionale di una qualsiasi azienda, un assetto basato sulla gerarchia e sul coordinamento da parte di un dirigente che gestiva tutti i ruoli aziendali in maniera autonoma e in molti casi autoritaria con integrazione pressoché inesistente tra i vari settori. Una trasformazione che mostra i suoi risultati anche attraverso la nascita di figura aziendali trasversali, figure di dirigenti con alte competenze tecniche costantemente aggiornate che hanno spiccate doti di problem solving maturate con gli studi e l’esperienza diretta e che riescono a coordinare autonomamente il lavoro di un team. Un team aziendale che non accetta incondizionatamente le decisioni dl manager ma che attraverso un corso di formazione professionale riesce a collaborare e integrare con le proprie competenze l’andamento del business e il suo sviluppo nelle modalità e nel tempo.
In conclusione il cambiamento che stiamo vivendo nel mondo aziendale attualmente è la rinascita delle strutture aziendali e la rivalorizzazione, tanto agognata, dei professionisti e delle loro capacità di singoli capaci di influire attivamente e non solo passivamente all’interno del mondo aziendale utilizzando i mezzi che a loro disposizione sono stati messi dalle Università e dagli enti di formazione professionale, manageriale e specializzante continua.
A cura di Martina Celegato
Prima Posizione srl
Scrittura creativa |
Il mondo delle imprese, soprattutto di quelle che offrono servizi e si occupano di campi molto competitivi come media e marketing sta elaborando sempre più strategie per fidelizzare i vecchi clienti e trovarne di nuovi. Proprio la competizione ma soprattutto il principio di competitività risulta essere uno dei principi cardine all’interno dell’alta formazione manageriale e professionale che “istruisce” e “addestra” talenti che possano essere parte attiva sia nel mercato del lavoro che nel marcato economico producendo e innovando in base alla formazione ricevuta prima dell’esperienza lavorativa. Ma non solo, infatti sempre più vasti sono i programmi di formazione continua anche attraverso corsi formazione finanziati che vanno ad abbracciare tutti gli ambiti aziendale senza esclusione di nessun settore, da quello professionale a quello manageriale fino ad arrivare alla gestione delle risorse umane senza dimenticare i servizi informatici commerciali e di vendite. Tutti i settori infatti se opportunamente coordinati e istruiti sulle nuove tecnologie e le innovazioni in corso nei vari settori entrano a far parte in maniera fondamentale del ciclo vitale di ogni azienda.
Per riuscire ad affrontare in maniera produttiva la competizione che inevitabilmente ogni azienda, grande o piccola che sia, incontra nell’arco del suo business i nuovi fondamenti aziendali, che vengono trasmessi attraverso corsi formazione aziendale devono divenire parte attiva e fondante del business. Il primo sopra tutti è sicuramente quello che tratta di integrazione tra i vari settori che vanno a comporre la struttura aziendale. Un’integrazione che intrinsecamente si appoggia alla specializzazione di ogni persona, alle sue competenze e peculiari capacità che rendano lo staff aziendale un vero e proprio team di professionisti con un unico obiettivo finale.
L’altro principio che sta prendendo sempre più piede, e che a prima vista può sembrare contradditorio con i precedente è quello dell’autonomia e dell’imprenditorialità del singolo. Caratteristica che non deve essere erroneamente intesa come prevaricazione e lavoro singolo ma come lavoro di squadra che con l’apporto e la creatività di ognuno può divenire business e gioco di squadra vincente.
Principi che oltre a prendere piede sempre più praticamente in tutti i settori vanno a minare quello che era l’assetto tradizionale di una qualsiasi azienda, un assetto basato sulla gerarchia e sul coordinamento da parte di un dirigente che gestiva tutti i ruoli aziendali in maniera autonoma e in molti casi autoritaria con integrazione pressoché inesistente tra i vari settori. Una trasformazione che mostra i suoi risultati anche attraverso la nascita di figura aziendali trasversali, figure di dirigenti con alte competenze tecniche costantemente aggiornate che hanno spiccate doti di problem solving maturate con gli studi e l’esperienza diretta e che riescono a coordinare autonomamente il lavoro di un team. Un team aziendale che non accetta incondizionatamente le decisioni dl manager ma che attraverso un corso di formazione professionale riesce a collaborare e integrare con le proprie competenze l’andamento del business e il suo sviluppo nelle modalità e nel tempo.
In conclusione il cambiamento che stiamo vivendo nel mondo aziendale attualmente è la rinascita delle strutture aziendali e la rivalorizzazione, tanto agognata, dei professionisti e delle loro capacità di singoli capaci di influire attivamente e non solo passivamente all’interno del mondo aziendale utilizzando i mezzi che a loro disposizione sono stati messi dalle Università e dagli enti di formazione professionale, manageriale e specializzante continua.
A cura di Martina Celegato
Prima Posizione srl
Scrittura creativa |
Le gru servono per spostare carichi pesanti, costruire edifici, sono imponenti e danno sicurezza: tutto ciò può essere letto in un altro modo da quando sono state al centro delle proteste degli immigrati che hanno detto “basta”.
Lavorare tra una griglia fissa e una griglia rotante, spostare carichi pesanti, manovrare macchinari potenzialmente pericolosi, il tutto continuando a non avere diritti e a dover fuggire dalla legge per poter rimanere in un Paese che promette uguale dignità per tutti ma finisce per offrire lavoro in nero.
E quindi ecco un gruppo di sei immigrati che invece di manovrare accessori gru o usare la gru mobile per costruire, usano i loro “attrezzi da lavoro” per protestare: la gru è alta, e di per sé è un simbolo del lavoro operaio, e quindi invece di usare i ganci gru per trasportare blocchi di cemento i lavori si fermano, i bracci gru sono immobili, e gli operai stanno lì in cima, aspettando di essere visti e sperando di essere ascoltati.
Mentre il mondo diventa sempre più piccolo grazie ad una facilità di spostamento sempre maggiore, alcuni vogliono “difendere il territorio”. Ma solo il loro: si preoccupano di fare in modo che l’Italia sia degli italiani, ma allo stesso tempo pretendono di spostarsi senza problemi da uno Stato all’altro e loro stessi, spostandosi magari anche solo per una settimana di ferie, non riescono a non portare la loro italianità all’estero.
Gli immigrati che hanno protestato sulla gru a Brescia non chiedevano altro che regolarità. Perché, se hanno un lavoro onesto, devono vivere da clandestini? Perché, se non fanno nulla di male, devono essere trattati come se fossero dei criminali?
L’unica risposta sembrerebbe essere “perché non sono Italiani”, e sembra una risposta adatta al medioevo più che al XXI secolo. È comprensibile il fatto di non voler accettare che dei piccoli o grandi criminali entrino a far parte regolarmente dei cittadini del nostro Paese: di criminali ne abbiamo già tanti, quelli degli altri Paesi possiamo evitare di accoglierli.
Ma perché non accettare delle persone oneste che vengono da altri Paesi per lavorare? E soprattutto, perché, una volta entrati, ostacolarli? Perché, una volta visto che quello che vogliono è un lavoro, non accettarli come “lavoratori” invece di additarli come “stranieri”?
Forse ci siamo dimenticati di quando eravamo noi Italiani ad andare in giro per il mondo alla ricerca di un lavoro e venivamo trattati male, presi in giro e discriminati solo in quanto italiani … invece di rivalersi con chi si trova ora nella situazione in cui erano i nostri padri, nonni e bisnonni, dovremmo sapere quanto è difficile ed evitare loro le stesse difficoltà e umiliazioni.
Vogliamo essere come chi da piccolo veniva picchiato e ora picchia i suoi figli oppure come chi, essendo stato picchiato, sa quanto è doloroso e non lo farebbe mai a qualcun altro? Dovremmo sapere dai racconti dei nostri padri cosa significa vivere nella situazione di quei sei immigrati che sono stati per due settimane in cima a quella gru, in quel cantiere di Brescia.
Dalla cima della gru hanno chiesto di poter costruire un futuro, non solo case; non chiedono di avere solo diritti: è giusto che noi gli diamo solo doveri?
A cura di Lia Contesso Prima Posizione srl – posizionamento nei motori di ricerca |
Come stare al passo con un mondo del lavoro in continua metamorfosi e darsi la possibilità di cambiare impiego a 40 anni, puntando sulla formazione permanente.
Cambiare lavoro a 40 anni: un privilegio di pochi o la scelta vincente per cambiare le carte in tavola e rimettersi in gioco? Oggi, un numero crescente di lavoratori si trova a 40 anni a dover fare i conti con offerte di lavoro che richiedono grande flessibilità e per questo, sempre più spesso, l'esperienza acquisita nel corso della propria carriera deve essere riletta in chiave nuova. Diventa strategico fare della ricerca di un altro impiego un valore aggiunto, a patto che sia chiara fin da subito la strategia da seguire. Le statistiche sul mondo del lavoro parlano di quarantenni che investono energie nella riqualificazione del proprio profilo professionale attraverso, ad esempio, l'executive master, al fine di migliorare le prospettive di carriera e di raggiungere un maggior grado di soddisfazione personale. Ma sono soprattutto quanti si sono trovati, loro malgrado, temporaneamente in situazione di stallo, ad avere capito quanto sia importante non abbandonare la formazione permanente, per poter rientrare tra gli esperti o le cosiddette "alte professionalità" e rispondere in modo sempre più creativo, flessibile ed efficiente alle richieste di un mercato che cambia. Da questo punto di vista il web 2.0 è lo strumento giusto per trovare le proposte di formazione più qualificanti e più adatte a ciascun profilo. Master post laurea, executive master, corsi alta formazione o MBA (master in business administration) sono tra le più valide risposte volte a incrementare le potenzialità del candidato e a incentivare il suo avanzamento di carriera. Infatti, non rappresentano solo una vera e propria svolta in termini di estensione delle proprie competenze ad ambiti nuovi, ma anche una concreta opportunità di ampliare il panorama lavorativo su cui affacciarsi, tramite l'acquisizione di contatti professionali significativi. |
Una delle parole che hanno segnato questa prima decade degli anni 2000 è sicuramente “integrazione”. Una parola usata e a volte abusata in tutti i settori, dalla comunicazione alla rete, passando per la società e l’edilizia. Proprio in quest’ultimo settore l’integrazione ha assunto particolari forme che hanno il nobile scopo di ridurre le emissioni che gli edifici emettono nell’’ambiente e allo stesso tempo di permettere il risparmio energetico in tutti i settori da quello industriale a quello abitativo. Basti pensare agli enormi passi in avanti che ha fatto la progettazione nell’integrare fotovoltaico alla muratura e molte altre tecnologie che fino a qualche decennio fa’ erano impensabili. Molte sono le zone industriali all’interno delle quali si possono scorgere innovative coperture in materiale fotovoltaico o termo solare che a volte soddisfano l’intero fabbisogno dell’edificio in cui sono installate.
Un settore in cui sta trovando sempre più spazio l’integrazione energetica è sicuramente quello delle ristrutturazioni case, strutture alberghiere o edifici di edilizia pubblica e uffici. Nella progettazione di ristrutturazioni di case numerose sono le integrazioni possibili dal fotovoltaico intergrato alla copertura abitativa fino ad arrivare a impianti termo solari che permettono di mantenere una temperatura costante in tutto l’edificio in cui vengono installati. Costruire secondo i principi della bioedilizia infatti non consiste solo nel limitare l’uso delle risorse non rinnovabili ma anche utilizzare in tutte le situazioni possibili materiali di origine biologica e che non siano nocivi né per l’ambiente né per noi. Infatti l’edilizia non solo è uno dei settori che più utilizzano, e a volte sprecano, materie prime, ma è anche uno dei settori in cui l’impiego di sostanze chimiche è più intenso e sistematico. Proprio la questione salutistica ha portato alla luce numerose problematiche che fortunatamente hanno indirizzato ad un cambiamento di rotta a favore dell’impiego di materie trattate e lavorate solo con metodi naturali e certificati.
Ma non solo, molte sono le progettazioni di ristrutturazioni e cucine su misura che prevedono l’utilizzo di case ad alto rendimento non solo per impianti di produzione di energia installati ma anche per materiali utilizzati che permettono un termo isolamento che di conseguenza permette di limitare i costi per rinfrescare e riscaldare. Inoltre non solo fotovoltaici ed eolici possono essere gli impianti “casalinghi” ma anche termico radianti e di riutilizzo delle acqua meteoriche, tipologie impiantistiche poco diffuse in Italia ma che sicuramente troveranno spazio all’interno del mondo della bioedilizia.
Molta attenzione va poi posta nella ristrutturazione interna della casa soprattutto quando si parla di progettazione cucine su misura o ristrutturazioni bagno luoghi all’interno dei quali diventa fondamentale la disposizione degli elettrodomestici. Proprio la loro posizione, o il loro contatto l’uno con l’altro possono essere elementi determinanti per il risparmio energetico e per l’efficienza degli stessi.
Un altro settore in cui sta prendendo piede molto la bioedilizia è quello che concerne il turismo e le progettazioni alberghi, case vacanza, ristrutturazione bagno e altre strutture ricettive. Proprio queste infatti risultano essere uno dei settori in cui è più sentito il tema della bioedilizia in particolar modo nelle zone di montagna in cui l’esposizione solare e l’orientamento dell’edificio sono fondamentali per il suo funzionamento.
A cura di Martina Celegato
Prima Posizione srl
Web tv |
Il mondo dell’automazione come tutti i settori dell’impiantistica è sempre sottoposto a numerose evoluzioni che costringono gli addetti al settore ad aggiornarsi costantemente sia con corsi di formazione sia con le nuove metodologie on line. L’idea diffusa fino a poco tempo fa del fai da te, dell’hobbista e dell’appassionato infatti ormai nel mondo della progettazione automazione industriale non funziona più, è necessaria, com’è giusto che sia la competenza e l’affidabilità per questa tipologia di impiantistica sempre più complessa e tecnologicamente avanzata. Anche chi affronta il settore da appassionato comunque deve quotidianamente confrontarsi con novità con tecnologie provenienti da tutto il mondo che un giorno sono nuove e il giorno seguente sono obsolete. Un campo minato insomma che richiede veramente competenza e passione, e una buona dose di pazienza.
Oramai i quadri elettrici che controllano e governano le macchine industriali sono delle tipologie più varie, ma soprattutto non sono più monoproduttore e richiedono una competenza non indifferente sulle marche in commercio e le loro caratteristiche peculiari. Inoltre ormai l’applicazione dell’informatica è un tutt’uno con l’automazione in quanto anche il più semplice impianto industriale, come un termoregolatore ha un dispositivo informatico per la sua gestione e controllo. Il che li rende molto efficienti ed autonomi grazie alla programmabilità, soprattutto quando si tratta di dispositivi di progettazione elettromeccanica e altre funzioni da mantenere sempre sotto controllo, e gestione a distanza ma sicuramente più complessi nel caso di guasti e rotture.
Bisogna però fare un distinguo tra quello che è il programmatore informatico e quello che è il programmatore industriale. La differenza si basa essenzialmente nel fatto che tutto ciò che si può programmare all’interno dell’automazione industriale è fatto appositamente per interfacciarsi con un macchinario, qualcosa di fisico a differenza dell’informatica pura che si interfaccia con la rete o con altri dispositivi non progettati per la produzione fisica di un qualcosa. Questo fa si che chi si occupa di programmazione industriale debba conoscere in maniera molto particolareggiata, e molte volte molto meglio di chi il macchinario lo utilizza, tutta la struttura sia software che hardware della struttura nella quale va a lavorare. Le reazioni che il sistema può avere sia in fase di attività che in fase di riposo infatti sono frutto del confluire di molti fattori che spaziano dalla connessione elettrica alla connessione meccanica oltre all’intervento di altri fattori come la presenza di fluidi e altre materie utilizzate per la produzione.
Essenzialmente al programmatore che va a interagire con le macchine per la produzione e gli assemblaggi elettromeccanici si chiede in particolar modo di conoscere in tutte le sue parti il macchinario e un’elasticità mentale molto sviluppata per poter risolvere tutti i problemi nel minor tempo possibile e nella maniera più risolutiva e durativa nel tempo. Praticamente nelle mani del programmatore sono tutti i processi tecnologici che orbitano intorno alla produzione del settore industriale, come quello dei servizi che però non sviluppandosi direttamente nella produzione materiale è già di completa competenza dell’informatico. Alimentatori, relè, contatori cablaggi tutto deve essere tra le competenze e i requisiti che inevitabilmente fanno si che non possa essere frutto di hobby o passione ma di studio e competenza. A cura di Martina Celegato
Prima Posizione srl
Scrittura creativa |
I software per la selezione del personale voltano pagina e si rivelano preziosi alleati delle aziende vincenti del futuro, offrendo un modo del tutto nuovo per selezionare i candidati migliori, in tempi rapidi e a costi ridotti.
Oggi il web 2.0 mette a disposizione innumerevoli strumenti per aiutare le aziende a migliorare e a crescere, a partire dalle nuove recruiting platform, che facilitano il delicato compito di selezionare le professionalità più adeguate. Tecnologie sempre più efficaci e all'avanguardia, unite alle grandi potenzialità dei motori di ricerca (Google, Yahoo, MSN, Ask e AOL) e alle risorse offerte dai nuovi social media (Facebook, LinkedIn, MySpace, Twitter, Delicious) garantiscono alle aziende l'opportunità di centrare l'obbiettivo della scelta dei candidati migliori.
Dalle statistiche riguardanti il mondo del lavoro, risulta sempre più evidente l'evoluzione del modo di condurre le ricerche di personale. Le aziende hanno riconosciuto nel web 2.0 una valida alternativa ai vecchi estenuanti processi di selezione e reclutamento. Inoltre, hanno capito l'importanza e il valore dei nuovi software che snelliscono e rendono più efficaci i passaggi che portano all'individuazione della cosiddetta "carta vincente" per la propria azienda.
Oggi, infatti, le piattaforme di recruiting di ultima generazione non si limitano a fungere da database per la raccolta o la ricerca di figure professionali, bensì consentono di associare l'analisi delle necessità con i più adeguati canali di selezione on-line, permettono di attivare azioni di social media recruiting, nonché di gestire la consultazione e la reportistica dei profili con un semplice click.
Inoltre, se si considera anche il fatto che a processi più agili si affiancano, in un unico gesto, la verifica dei profili degli aspiranti, la rapidità nella risposta a un numero crescente di candidature via web e la promozione dell'immagine e dei servizi dell'azienda stessa presso candidati e aziende terze, ci si rende conto che il software recruiting sta diventando uno strumento imprescindibile in termini di efficacia ed efficienza, razionalizzazione dei costi e delle tempistiche di selezione, riconoscimento della professionalità, visibilità, credibilità e prospettiva futura. Non a caso gli esperti di selezione del personale hanno scelto di non farsi sfuggire questa opportunità e di scommettere sulla tecnologia. |
|
I master sono uno step obbligato per chi vuole inserirsi nel modo del lavoro. I corsi di formazione si rendono necessari a causa della poca praticità dei corsi di laurea e dalla necessità di entrare in una azienda con competenze pratiche già acquisite.
Rolls Service – www.rollshr.com- ,azienda fondata nel 1991 e che da anni organizza master e corsi di formazione professionale post- laurea (http://www.rollshr.com/1/master_1662070.html), è cosciente di queste necessità e da sempre organizza master in cui l’esperienza concreta precede lo studio teorico.
Gli iscritti ai master non apprendono solamente le nozioni necessarie allo svolgimento del lavoro ma fanno esperienza diretta – tramite esercitazioni pratiche in aula ed in autonomia a casa - del lavoro, acquisendo i comportamenti idonei ai diversi contesti lavorativi.
Dopo il master un’esperienza di stage permette all’iscritto di inserirsi in un contesto lavorativo ed applicare quanto appreso in aula.
Il 27 novembre parte il master in Organizzazione di Eventi http://www.rollshr.com/1/formazione_1228001.html
Gli argomenti principali su cui vertono le lezioni in aula sono:
-
- Fondamenti di Marketing e Strategie nella Comunicazione di un Evento Televisivo
- Ideazione di un Evento Culturale
- Come ideare, progettare e realizzare una sfilata di moda
- Il fundraising, contrattualistica e diritti d'autore
- Fondamenti di Project Management” e Fundraisind
- Progettare e realizzare un Evento Corporate
- La progettazione e le realizzazione di un Evento Teatrale
- Come progettare e realizzare una mostra d'arte
- La Comunicazione Strategica e gli strumenti per gestire la Comunicazione Istituzionale dell'azienda
- Il Business Game, momento pratico di sperimentazione dell’attività lavorativa.
A gennaio parte il master in Giornalismo Sportivo Radiofonico e Televisivo
http://www.rollshr.com/1/master_1662070.html
Gli argomenti principali su cui vertono le lezioni in aula sono:
-
- Strategia della Comunicazione Giornalistica Sportiva
- Le fonti dell’ informazione giornalistica
- Tecniche dell’ informazione e della comunicazione radiofonica e televisiva
- Il giornalismo su carta stampata
- La telecronaca sportiva
- I vari stili della telecronaca
- La diretta radiofonica e televisiva
- Business Game, momento pratico di sperimentazione dell’attività lavorativa.
Francesca Campo |
|
|