Uno Spot Solo su un Network di Schermi a LED
Sempre di più, anche grazie alla diminuzione del prezzo degli schermi a LED, sono le persone che decidono di acquistare un secondo o un terzo maxischermo al fine di creare un network pubblicitario. In questi casi, possono scaturire delle esigenze tecniche particolari: parleremo proprio di uno di questi casi all'interno di questo articolo.
Supponiamo di avere 3 maxischermi a LED, di dimensioni diverse, e di volerli collegare tra di loro. Prendiamo poi uno spot dalle dimensioni standard. La domanda è: "Che immagine salterà fuori su ognuno di questi schermi?". Si presenteranno delle strisce nere su quelli di dimensioni più grandi? L'immagine verrà ristretta o tagliata in quelli più piccoli? O addirittura, questa operazione è possibile soltanto con tabelloni a LED della stessa superficie?
La fattibilità tecnica dipende esclusivamente dal software di programmazine che si utilizza per la creazione e gestione delle playlists delle le pubblicità. I software migliori, infatti, sono in grado di adattare il vostro spot, creato in dimensioni standard, alla risoluzione di ognuno degli schermi su cui lo si vuole visualizzare. Tornando al nostro esempio, quindi, non sarà necessario creare 3 video di dimensioni diverse, ma basterà averne uno di risoluzione standard che verrà poi adattato ad ogni maxischermo della vostra rete.
Non vi saranno strisce nere nei ledwall con risoluzione maggiore rispetto a quella del video di origine. Come se non bastasse, molti software consentono poi di decidere se mantenere la risoluzione originaria, tagliare il video oppure adattarlo: qualsiasi esigenza viene così servita.
Va comunque ricordato che un network di maxischermi con risoluzioni simili evita eventuali distorsioni dell'immagine quando lo spot di origine è di proporzioni completamente diverse rispetto a quelle dello schermo su cui andrà proiettato. Se tutti gli schermi all'interno del proprio network sono, ad esempio, di risoluzione multipla di 3x2 (3x2, 6x4, ecc.) il video sarà adattato automaticamente senza incorrere in spiacevoli distorsioni. |
La scelta della scuola nuoto per i nostri figli è molto importante, alla pari di decisioni più blasonate come quelle che riguardano l'asilo nido o le scuole materne ed elementari.
Oggi, a questo proposito, vogliamo lasciarvi il contributo di Gian Maria D'amici, di nuotomania.it, che suggerisce ai genitori alcuni criteri base per la scelta della scuola di nuoto.
Sempre più spesso "la piscina" costituisce una delle prime esperienze di distacco del bambino dalla propria famiglia. La fase di inserimento nella scuola nuoto è quindi un momento molto delicato, in cui il bambino deve adattarsi sia ad un ambiente diverso da quello familiare, ma anche ad uno diverso da quello terrestre, dovuto al contatto con l'acqua. Questo passaggio dovrebbe avvenire nel modo più dolce possibile. Questo dipende in prima persona dalla capacità dell’istruttore che deve essere in grado di rispondere adeguatamente alle richieste pratiche ed affettive del bambino, sia dall'ambiente che circonda il bambino, che deve essere adeguato e a misura di bambino. Lo scopo finale è quello di avvicinare il bambino al nuoto senza generare in esso stati d'ansia e di malessere che possono indurre all'abbandono dell'attività.
Alla luce di queste considerazioni si capisce come la scelta dell'impianto in cui iscrivere i nostri figli sia fondamentale. Non affidatevi mai al caso, ma informatevi sempre sulla qualità del servizio offerto. Spesso in provincia la scelta (per carenza del numero degli impianti) è obbligata (anche se qualche volta magari conviene fare qualche decina di chilometri) ma nelle grandi città e nei capuologhi di provincia di tutta Italia è ormai possibile scegliere tra diversi impianti e diverse società.
Alcuni criteri base, che proponiamo di seguito, possono aiutare ad operare correttamente la scelta in base ai valori principali e secondari che tale scuola deve possedere.

Criteri primari
- Scuola nuoto Federale. Si intende una scuola nuoto riconosciuta dalla Federazione Italiana Nuoto (F.I.N). Tale qualifica rappresenta la migliore garanzia della qualità che una scuola nuoto possa offrire ai suoi utenti, dato che le società che la ottengono hanno la certificazione (da parte della F.I.N.) riguardante la didattica, l' organizzazione, l'idoneità, la funzionalità e l'igiene della struttura. Una scuola nuoto federale deve esporre al pubblico una targa che attesti l'appartenza alla federazione.
- Informatevi sull'esperienza dell'istruttore che vi viene assegnato. Spesso in Italia, ancora si tende ad affidare gruppi di neofiti ad istruttori inesperti con poca esperienza. Questo è un errore dovuto all'ignoranza di molti coordinatori di vasca! L'ambientamento (primo step del percorso formativo di un nuotatore) è una fase essenziale del percorso formativo che se eseguita male può compromettere seriamente lo sviluppo dalla tecnica delle nuotate.
- Attività agonistica. Altro parametro di fondamentale importanza nella scelta di una scuola nuoto è l'entità e il livello dell'attività agonistica della società. La presenza di squadre agonistiche in tutti o più settori (nuoto / pallanuoto / tuffi / nuoto sincronizzato / nuoto Master) ed il livello raggiunto nelle diverse competizione dagli atleti, costituisce la garanzia della qualità e bravura degli istruttori/allenatori che lavorano al suo interno.
Criteri secondari
- Qualità dell'impianto. É bene scegliere scuole nuoto che esercitano in impianti di nuova generazione, più per ragioni igenico-sanitarie che tecniche.
- Costo. Il costo mensile per un corso di nuoto con frequenza bisettimanale può variare molto a seconda delle zone e del tipo di utente (nelle grandi città normalmente è più alto e spesso i corsi per adulti possono essere un po' più cari) ma a nostro parere dovrebbe essere compreso tra i 40 e 65 Euro. In caso di pagamenti trimestrali/quadrimestrali/semestrali/annuali tale prezzo deve essere più basso.
Gian Maria D'Amici www.nuotomania.it |
Le iniziative di consegna di volantini, depliant, flyer e cataloghi door to door sono uno strumento di marketing diretto utilizzato da numerose aziende per i chiari vantaggi che offrono in termini di costi, di benefici a livello di pubblicità locale e al fatto che la risposta dei destinatari può essere facilmente monitorata.
Il marketing door to door permette una segmentazione della popolazione e quindi una individuazione del target di riferimento più mirata a livello locale rispetto ad altre alternative di comunicazione marketing come la pubblicità in TV. Innanzitutto esiste ovviamente la possibilità di organizzare le campagne secondo criteri geografici, un’ottima alternativa se si cerca promozionare un’attività che ha nella clientela residenziale delle vicinanze la sua maggior fonte di ingressi, come nel caso di ristoranti o pizzerie per asporto.
C’è inoltre la possibilità di segmentare la popolazione per criteri demografici e anche psicografici, cioè correlati allo stile di vita, la struttura famigliare, e il potere di acquisto. I pannelli demografici e le ricerche di mercato, anche quelle già esistenti, possono contribuire a identificare le zone dove si concentra il nostro cliente medio, che potrebbe essere ad esempio “donne con più di 2 figli e alto potere di acquisto” o “giovani studenti con budget limitati”. Questo vantaggio è particolarmente evidente nel caso di aziende che offrono attrezzature di giardini e piscine per la casa, che possono implementare le proprie iniziative nei benestanti quartieri residenziali in periferia.
Un altro dei vantaggi più importanti di questo tipo di direct response advertising è, come accennato, la possibilità di misurare l’impatto e in ultima istanza il ritorno sull’investimento. Analizzare il numero di coupon incassati in una determinata area, o il numero di telefonate ricevuto ad un numero specifico per quella promozione sono alcuni indicatori sicuramente utili. Nello stesso modo e al fine di ottimizzare le campagne successive, è fondamentale provare diversi modelli e forme di volantini, identificando ogni variante con un codice promozionale diverso e vedere quale dei codici è risultato in un numero maggiore di conversioni e quindi vendite per l’azienda. Questo permetterà di identificare i messaggi, immagini e offerte che catturano di più l’attenzione delle persone e che queste ritengono di più valore.
Un messaggio accattivante e una proposta di valore interessante per il destinatario sono due dei fattori che contribuiranno non solo alla lettura del materiale promozionale ma anche a la realizzazione di una azione desiderata in modo immediato o nel futuro. In generale, i volantini più efficaci sono quelli che propongono all’individuo di compiere un’azione come visitare un sito internet o scambiare il flyer per un prodotto in un negozio particolare. Questi incentivi danno al destinatario un motivo non solo per non buttare via il volantino ma una ragione per usarlo immediatamente o per conservarlo se non ha bisogno immediato del prodotto o servizio però non vuole perdere l’opportunità di beneficiare dello sconto o vantaggio commerciale. In questo caso, il volantino rimane un promemoria fisico del valore proposto, più visibile che ad esempio un coupon mandato per posta elettronica, come i volantini on line.
Finalmente, la distribuzione door to door ha il vantaggio di essere meno costosa di altre alternative, essendo uno degli strumenti di marketing con il costo a contatto più basso. E’ senza dubbio una soluzione meno costosa e più mirata che gli annunci in TV o nella stampa, e richiede meno della metà dell’investimento di una campagna realizzata tramite posta convenzionale.
Articolo a cura di Alba L Prima Posizione Srl - traduzione testi web |
Sei stato vittima di furti o hai solo voglia di metterti in sicurezza? Qualunque sia il motivo, se hai deciso di affidarti ad un sistema di videosorveglianza fai la scelta giusta. La tua tranquillità non ha prezzo.
Sei stato vittima di furti o hai solo voglia di metterti in sicurezza dopo gli spiacevoli avvenimenti accaduti nella tua città? Qualunque sia il motivo, se hai deciso di affidarti ad un sistema di videosorveglianza fai la scelta giusta. La tua tranquillità non ha prezzo. L'estate si sa è il periodo di maggiore concentrazione di furti nelle abitazioni rimaste vuote per le vacanze. Se per quello che hai sentito, che ti hanno raccontato o magari hai vissuto in prima persona, nei mesi caldi appena conclusi, hai deciso di mettere al sicuro la tua abitazione o la tua attività, ora puoi farlo con un metodo semplice, comodo ed efficace. Infatti, con sistemi di videosorveglianza potrai trovare un'ampia gamma di prodotti delle migliori marche a prezzi davvero convenienti. Sentirsi al sicuro al lavoro e nella propria abitazione non solo è un diritto di tutti, ma è anche un modo per prevenire eventuali crimini e atti vandalici. Spesso accade, infatti, che se posti di fronte ad un'area messa in sicurezza con tali sistemi, i malviventi decidono di non compiere affatto il reato. E' per questo motivo che la videosorveglianza, sempre nel rispetto delle leggi vigenti, si caratterizza in moltissimi casi come un atto doveroso verso se stessi e verso gli altri. WeMakeSEO - Article Marketing |
La scuola è iniziata, e molti bambini per la prima volta saranno alle prese con l'insegnamento dell'inglese, ma cosa accadrebbe se facessimo arrivare i nostri bimbi già preparati a questo appuntamento? Si può diventare bilingue con genitori che non parlano una lingua diversa dalIa madrelingua?
Ne abbiamo parlato con Claudia Adamo, laureata in Linguistica e Glottodidattica, fondatrice della scuola di inglese per bambini Open Minds, mamma di due bambini bilingue.

Mamme nella rete - È possibile crescere un bambino bilingue al di fuori di una situazione classica di bilinguismo (mamma e papà che parlano due lingue diverse da madrelingua)? Claudia Adamo - È sicuramente possibile, e oltre alla letteratura scientifica vi sono moltissimi esempi di successo che dimostrano che è fattibile educare precocemente un figlio all'apprendimento di una seconda lingua, anche se i genitori non ne sono parlanti nativi. Certamente, non è semplice e si richiede costanza e pazienza da parte di mamma e papà: per i bambini l'apprendimento in parallelo di più di una lingua è naturale e non faticoso, ma per i genitori portare avanti armoniosamente l'educazione in due lingue è un compito che implica una forte determinazione. Molte famiglie scelgono oggi di insegnare ai propri figli l'inglese in tenera età, consci che imparare la lingua da piccoli vuol dire impararla per sempre. Tuttavia, ciò avviene solo se l'esposizione alla lingua è quotidiana e prolungata per anni con costanza, fatta in modo comprensibile per la sua età (alle madri viene spontaneo parlare in una determinata maniera ai propri piccini, che è quella più adatta per attirare la loro attenzione: con note affettuose e buffe, molte onomatopee e ripetizioni, ricordo al mimo/mimica e al canto....tutto ciò vale a maggior ragione per la seconda lingua) e con una componente di piacere e affettività che gratifica il bambino. Non si dà apprendimento senza rapporto umano e piacere: vale sempre, specialmente nei bimbi!
Le madri per questo possono fare moltissimo per insegnare l'inglese ai propri figli, anche se non sono di madrelingua: purché lo parlino correttamente, e si appoggino a supporti didattici (musica, cartoni, ma anche piccoli giochi parlanti) con una voce inglese. Io credo anche nella necessità di un supporto di una persona madrelingua, ma purché instauri un rapporto davvero affettuoso con il singolo bambino (è per questo che, nell'aprire una scuola di lingue per bambini, ho voluto che le lezioni fossero a domicilio!). Ma le madri, anche non madrelingua inglese, possono fare tantissimo, ed è un'attività molto piacevole da fare coi figli, perché il piccolo è gratificato dall'imparare e il genitore dall'insegnare.

MNR - Ma quando il bambino bilingue entra nella scuola italiana, può avere dei problemi?
CA - Io ho due figli, di 4 anni e mezzo e quasi 3 anni, effettivamente bilingui grazie all'educazione "domestica" di cui ho parlato prima. Naturalmente consiglio ai genitori di evidenziare la questione alle educatrici e di scegliere una struttura che mostri una certa sensibilità rispetto al bilinguismo del bambino, che non deve essere fatto sentire "diverso" o frustrato per questa particolarità. Il bambino bilingue, come dice la parola, non ha problemi a relazionarsi in italiano con i suoi compagni: in poco tempo il cervello si adatta alla lingua dell'ambiente. Ma non deve essere fatto sentire differente, questo farebbe un grave danno all'immagine di sé, con conseguenze negative sia dal punto di vista dell'apprendimento che psicologiche. Le maestre non devono né esaltarlo, né sbeffeggiarlo per quello che non è né un merito né un demerito, ma una caratteristica neutra data dall'educazione che i suoi genitori hanno scelto per lui.
Invece sento spesso dire che il bambino bilingue è in ritardo con il linguaggio (tesi sostenuta anche da buona parte della letteratura scientifica), ma io, nella mia famiglia non ho affatto osservato questo ritardo, anzi: i bambini stimolati precocemente, mi pare sviluppino una curiosità linguistica molto spiccata. Provano a parlare, sia pure confondendosi con i termini talora o inventandoseli "a orecchio" dove non siano sicuri: ma parlano molto e presto (la confusione va corretta con dolcezza e senza irriderli). Ovviamente poi su questo punto, la faccenda è talmente complessa che è difficile generalizzare, ma mi sento di rassicurare i genitori dicendo che non è assolutamente detto che educando precocemente un bambino anche in una lingua seconda, avrà un ritardo nel linguaggio.
MNR - Succede che un bambino bilingue abbia problemi con la lingua Italiana quando inizia la scuola? E se si, come si può affrontare il problema?
CA - Personalmente non ho ancora avuto questa esperienza, ma per ciò che ho potuto osservare, non si danno particolari problemi. Certo, la fonetica inglese ed italiana sono alquanto diverse, e non è raro che il bambino scriva l'inglese "all'italiana", ma questo non lo danneggia nella scuola. Se posso dare un consiglio generale, introdurre la fonetica inglese (per bilingui o no) dovrebbe essere più tardo rispetto all'introduzione della fonetica italiana, per non confondere le ortografie; e ad ogni modo l'abc inglese andrebbe affrontato solo dopo che la lingua parlata dal bambino sia sufficientemente ricca di vocaboli ed il bambino consapevole della diversità tra le due lingue. Diverso sarebbe se il bambino non parlasse italiano, allora come in tutti gli altri casi è bene supportarlo perché sia in grado di integrarsi e capire quanto si dice a scuola il prima possibile.

MNR - Molte mamme ora sono alle prese con i corsi extrascolastici per insegnare l'inglese ai bambini. Ma dopo la tenera età, è possibile che i bambini acquisiscano una competenza bilingue o avanzata della seconda lingua?
CA - È possibile, e ho visto decine di esempi di ragazzini iniziati all'inglese anche dopo l'inizio delle scuole elementari diventare bravissimi. In effetti, è possibile acquisire una competenza bilingue anche da adulti, ancorché difficile. Tuttavia, ci sono delle cose che per la mia formazione di linguista e per la mia esperienza alla direzione di una scuola di lingua devo mettere in chiaro con franchezza: non è possibile che il bambino (o l'adulto!) acquisiscano una soddisfacente competenza ascoltando la lingua un'ora o due alla settimana! Il nostro cervello non funziona così, e non c'è "metodo" che tenga. Bisogna trovare una maniera, ludica a piacevole, per fare entrare l'inglese in casa ogni giorno. La televisione è un ottimo viatico, i ragazzi del nord Europa sono quasi tutti bilingui solo perché vedono la tv in inglese. Ma lo sforzo non può essere lasciato solo ai figli, se desideriamo che guardino i cartoni in inglese li dobbiamo affiancare ed aiutare a capire (nessun bambino guarda volentieri un cartone che non capisce), ma dobbiamo anche dare l'esempio essendo i primi a guardare spesso e volentieri la tv e i film in lingua originale. Spesso i bambini ascoltano canzoni, anche ballabili tipo baby-dance: se i piccoli sentono le canzoni inglesi, cantiamole con loro, battiamo le mani, aiutiamoli a muoversi a tempo e seguire le parole: dalle nostre labbra imparano più volentieri. Creiamo "occasioni" rituali in cui parliamo inglese, il sabato per gioco si cucina in inglese, ad esempio (ai bimbi piace pasticciare), o si fanno lavoretti in inglese: e perché no? all'inizio rifiuteranno il fatto che parliamo in inglese, ma se insistiamo e mostriamo di divertirci prima o poi si abitueranno e impareranno. Oppure, se i bambini già scrivono, attacchiamo in tutta casa i bigliettini con i nomi degli oggetti in inglese, facciamo le gare a chi se ricorda di più. O costruiamo quadretti con disegni e parole, anche "smanettando" con photoshop se i bambini sono grandini. Compriamo i giochi da tavolo (ce ne sono moltissimi in commercio) che insegnano le parole inglesi e giochiamo con loro, semplicemente come li sfidiamo talvolta a rubamazzo o a giochi di società vari in italiano.
A chi compra i nostri corsi di inglese per bambini, io dico che il corso di inglese ha senso solo se diventa uno stimolo, una finestra aperta per fare entrare l'inglese in casa ogni giorno. E ci credo veramente. So che può essere difficile e frustrante all'inizio, ma chi ci ha provato davvero di solito il risultato l'ha portato a casa (e ne ha giovato sia l'inglese dei genitori che quello dei figli). Ad ogni modo, regola numero 1: impariamo solo quello che è piacevole, quindi pensiamo bene ad attività divertenti che incontrino i loro gusti. Due, la lingua è fatta per parlare, quindi non affidiamoci troppo a libri e quaderni: parliamo bene in italiano perché abbiamo automatizzato espressioni corrette, non perché abbiamo studiato tanta grammatica.
|
I poster un tempo erano un accessorio utilizzato solo ed esclusivamente dai ragazzi più giovani per rendere più belle le loro camerette e personalizzarle in modo intenso. Negli ultimi anni però i poster sono diventati un complemento di arredo di grande tendenza ideale per arredare con gusto ogni ambiente della casa e per renderlo molto più moderno.
Oggi è inoltre possibile trasformare in un poster tutte le nostre più belle fotografie e creare così dei poster davvero unici al mondo che sono perfetti anche come regali per le più disparate occasioni. I poster possono essere sfruttati come regali di Natale sia per i parenti che per gli amici. Per gli amici vi consigliamo di realizzare un unico poster uguale per tutti in cui far stampare la più bella immagine di gruppo scattata negli ultimi tempi oppure la più vecchia immagine di gruppo che possedete per far rivivere durante le festività anche i ricordi più intensi. Per i parenti invece vi consigliamo di scegliere un'immagine diversa per ognuno in modo da creare dei regali davvero molto originali e con emozioni profonde che ognuno vivrà come qualcosa di assolutamente eccezionale.
I poster possono essere sfruttati poi anche come regali di anniversario. In questo caso vi consigliamo di scegliere un foto collage su poster, un collage capace di racchiudere in sé tutti i momenti più belli della vostra storia d'amore dai primi giorni sino ad oggi. Vedrete che con un regalo così bello non potrete che fare colpo su tutte le persone che amate. Ovviamente i poster sono un regalo perfetto anche da fare a se stessi, un piccolo pensiero ideale per dare nuova vita alla propria abitazione. Scegliete di rinnovare la vostra casa proprio sotto le feste natalizie offrendovi questo piccolo dono, i vostri ospiti non potranno che rimanerne stupefatti. |
A poca distanza dall’uscita autostradale di Rimini Sud, la ditta Soldati ha uno degli showroom internazionali più forniti nel campo della realizzazione vetrine per negozi. Con a disposizione una superficie espositiva di oltre 3000 metri quadri, Soldati vende all’ingrosso numerose soluzioni per l’arredo componibile di attività commerciali no food come negozi di abbigliamento, outlet, articoli regalo, tabacchi, ottici e molto altro.
Il prodotto vincente della ditta restano sempre i manichini, realizzati da Soldati in diverse tipologie per venire incontro ad ogni esigenza del cliente. A fianco a pezzi economici destinati soprattutto ai temporary store, non mancano poi modelli più elaborati, in design e con finiture prestigiose anche in oro, l’ideale per valorizzare in vetrina soprattutto le grandi firme. Oltre a produrre svariati modelli, Soldati è anche rivenditore sia del marchio Tailor’s che dei manichini Window e Hans Boodt. Sempre di alta qualità sono inoltre i busti per la sartoria, confezionati in stoffa e modellabili su misura.
Per l’allestimento dei negozi Soldati mette a disposizione anche molti prodotti e accessori, sempre di alta qualità, come cornici in metallo cromato, vetrine componibili in plexiglass, pareti regolabili e mobili in linea con il tipo di merce che si vuole esporre.
La ditta riminese Soldati ha raggiunto ormai una grande importanza in Italia e all’estero. Il suo marchio è indiscussa garanzia per creazioni di qualità sempre con una particolare attenzione alle personalizzazioni che ogni cliente può sottoporre al suo staff. |
Complemento d’arredo che da sempre rende le nostre case più calde ed accoglienti, le tende sono un elemento che qualsiasi buon arredatore cura sempre nel dettaglio. Che si tratti di tende da interno o di tende da esterni è ormai indiscusso il loro valore ornamentale, oltre ovviamente a quello funzionale. Naturalmente la scelta di una tenda da interni è strettamente legata al gusto personale dell’arredatore ma senza ombra di dubbio non può essere svincolata da altri elementi quali lo stile dell’immobile, la sua metratura, la forma delle stanze, i materiali ed i colori. La gamma di tende e tendaggi disponibile oggigiorno è talmente vasta da poter soddisfare qualsiasi tipo di esigenza: dalla tenda classica, morbida, dalle tonalità calde o neutre, adatta agli ambienti più grandi e dallo stile più tradizionale, alla tenda verticale a rullo, diventata indispensabile nelle case più moderne, e che viene utilizzata come elemento che sa valorizzare sia gli spazi ridotti dei miniappartamenti e dei loft metropolitani, che quelli luminosi e vasti delle case con ampie vetrate.
Altrettanto essenziali sono poi anche le tende da esterni che se scelte con cura, si possono considerare come un vero e proprio elemento d’arredo che da solo è in grado di modificare l’impatto visivo che si ha osservando una casa, un hotel, un palazzo adibito ad uffici o un’attività commerciale. La soluzione attualmente preferita dagli arredatori e dai costruttori per gli edifici ad uso commerciale è sicuramente quella delle tende a rullo per le facciate continue, mentre l’offerta disponibile per gli edifici privati è sicuramente più vasta e comprende una serie di opzioni ancora maggiori per chi possiede uno spazio verde all’esterno oppure un terrazzane abbastanza ampio da poter sfruttare per passare del tempo all’aperto.
Alle persone che amano passare del tempo all’aperto, i costruttori adesso spesso ripropongono una struttura architettonica classica, il pergolato, visto che sembra essere la soluzione ideale a soddisfare diverse esigenze. E’ perfetto sia per chi possiede un giardino abbastanza grande ma si vuole ricavare uno spazio coperto attiguo all’abitazione, che per chi di giardino non ne ha molto e ha quindi la necessità di ottimizzare al meglio gli spazi. Il materiale solitamente più utilizzato per questo tipo di costruzioni è il legno, spesso di pino o di abete, che viene trattato con prodotti specifici che lo rendono immune agli agenti atmosferici ed a muffe o tarli del legno. Le colorazioni che si possono ottenere invece sono molte, ma spesso si preferisce il color legno al naturale o il bianco. Volendo creare invece uno spazio esterno che all’occorrenza si possa però isolare dal giardino, sulle travi del pergolato possono poi essere create delle guide, sulle quali far scorrere delle tende da esterno, in modo da creare quasi una veranda.
Recentemente il pergolato è scelto anche come soluzione alternativa al garage o al posto auto coperto e si addice sia agli edifici dalle forme tradizionali, che a quelli del design più moderno, a seconda del materiale in cui è realizzato. Un pergolato/tettoia di legno ad esempio, si adatta sicuramente di più ad una struttura moderna.
A cura di Serena Rigato Prima Posizione srl |
Il ROI, acronimo di Return On Investiment (ritorno sull’investimento), è il principale indicatore di successo di una campagna di posizionamento siti internet nei motori di ricerca in quanto permette di stimare la redditività delle attività di SEO e Web Marketing e di individuare le aree di crescita o di depressione di un progetto di business online. Calcolare il ROI di una campagna SEO con una ragionevole approssimazione non è sempre facile dal momento che in questo ambito il rendimento sugli investimenti iniziali è difficile da quantificare esclusivamente in termini monetari e per questo è necessario tener conto anche di altri fattori. Inoltre, bisogna considerare il fatto che di solito i risultati non sono immediatamente visibili ma si ottengono nel medio e lungo periodo, che le attività di posizionamento sono soggette a fenomeni imprevedibili e incontrollabili e che i ricavi possono variare indipendentemente dall’impegno nella SEO. Per valutare correttamente il ritorno sull’investimento, quindi, è fondamentale analizzare i principali fattori che determinano la crescita di un’attività online e che permettono di misurare adeguatamente le prestazioni di una campagna di posizionamento motori di ricerca: ranking, volumi di traffico, tasso di conversione e ricavi. RANKING È la posizione occupata dal sito internet nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca per le keyword di maggior rilievo. La valutazione di questo parametro è significativa a patto che le parole chiave con cui si effettua la misurazione siano realmente pertinenti, in relazione ai contenuti del sito e al mercato di riferimento, altrimenti i valori di classifica che si ottengono non sono indicativi. L’analisi del ranking è semplice ed immediata e può essere supportata da appositi software che aiutano a tenere traccia dei progressi ottenuti dal sito web nelle SERP dei motori di ricerca nel corso del tempo. VOLUMI DI TRAFFICO Ad un miglioramento del ranking, ovvero delle posizioni raggiunte nei motori di ricerca, dovrebbe corrispondere un aumento del volume di traffico in entrata al sito internet. Il condizionale è d’obbligo in quanto ciò potrebbe non avvenire evidenziando la presenza di qualche problema; ad esempio, potrebbe trattarsi di una scelta errata delle keyword che ha portato all’ottimizzazione del sito con parole chiave poco ricercate dagli utenti per cui, anche se si occupano i primi posti nelle SERP, il numero di visite è comunque molto limitato. Nell’analizzare i volumi di traffico di una campagna SEO, ovviamente, bisogna fare riferimento solo al traffico proveniente dalla ricerca organica altrimenti si ottengo valori falsati e poco attendibili. TASSO DI CONVERSIONE Se avere un buon ranking serve a poco se poi il traffico è esiguo, allo stesso modo avere buoni volumi di traffico serve a poco se poi il tasso di conversione è troppo basso. Il tasso di conversione, infatti, è direttamente legato alle entrate e ai profitti e molti sono i fattori che possono influenzare questo valore, spesso in maniera negativa. Una bassa percentuale di conversione utente/cliente potrebbe dipendere da una struttura poco chiara delle pagine del sito, da scarsa usabilità generale, da sistemi di navigazione complicati, dalla presenza di contenuti confusi o poco interessanti, dalla mancanza di adeguate call to action, ecc.. È importante individuare e rimuovere questi ostacoli per raggiungere il successo ed un ritorno vantaggioso delle attività di SEO e Web Marketing. RICAVI Il numero di fattori che influenzano le entrate di un sito web si moltiplicano rispetto agli altri indici visti in precedenza. Ma conoscendo bene il ranking, i volumi di traffico ed il tasso di conversione, è possibile ottenere una comprensione più profonda di quanto sia efficace ed efficiente l’impegno dedicato alla SEO. E tenendo traccia dei ricavi nel corso del tempo, è possibile avere un'idea delle modifiche che si potrebbero apportare nella catena di attività per incrementare il ritorno e risolvere le aree problematiche. In ultimo, naturalmente, è possibile confrontare le entrate e le uscite al fine di arrivare alla classica misura quantitativa del ritorno sull'investimento. Una campagna di marketing sana mostrerà una crescita per ciascuno dei parametri di stima presi in considerazione, mentre riuscire ad individuare aree di depressione sarà di aiuto per individuare i problemi e rielaborare, se necessario, la strategia SEO adottata. |
La Search Engine Optimization (SEO) ha come punto di partenza l’attività di ricerca, analisi e selezione delle keyword sulle quali basare il lavoro di ottimizzazione siti web e la successiva campagna di posizionamento nei motori di ricerca. La scelta delle parole chiave più rilevanti in base al target ed al mercato di riferimento è di vitale importanza per garantire che gli investimenti fatti assicurino un ritorno vantaggioso. È necessario prestare molta attenzione a questa delicata fase della SEO, cercando di individuare i termini di ricerca che sono in grado di rendere più redditizia l’attività di promozione online in relazione alle risorse (tempo e denaro) che è necessario investire. Per fare questo bisogna tenere conto di alcuni parametri fondamentali in base ai quali scegliere le migliori keyword con cui impostare tutto il lavoro di ottimizzazione e posizionamento siti internet. Il primo è il volume di traffico delle singole parole chiave, ovvero il numero di ricerche mensili che mediamente vengono effettuate utilizzando quei termini. Lo scopo, ovviamente, è scoprire quali sono le parole chiave maggiormente utilizzate dalle persone nei motori di ricerca. La quantità di ricerche su una determinata keyword, infatti, è un buon indicatore di popolarità e può aiutare ad eliminare le parole chiave che probabilmente non porterebbero traffico al sito. Esistono diversi strumenti di analisi che permettono di ottenere dati sui volumi di traffico; nel farne uso è importante cercare di acquisire le informazioni da più fonti ed incrociare i valori anche con altri fattori come la provenienza geografica delle ricerche ed il periodo di riferimento. Un altro aspetto importante è il numero di concorrenti per ciascuna keyword, vale a dire il numero di risultati che restituisce il motore di ricerca quando si inserisce una specifica parola chiave. Solitamente, maggiore è il numero di concorrenti e più è difficile riuscire a primeggiare tra i risultati delle ricerche nelle SERP. Tuttavia, non bisogna limitarsi solo ad un’analisi quantitativa della concorrenza ma occorre valutarne anche la qualità, ovvero capire quanto sono forti i diretti concorrenti in termini di ottimizzazione e posizionamento motori di ricerca. L’analisi della concorrenza permette di stimare la quantità di tempo che occorrerà per ottenere classifiche qualificate nei motori di ricerca in base alle risorse a disposizione e per prendere decisioni più consapevoli che in molti casi possono portare a rinunciare a keyword con buoni volumi di traffico ma una forte concorrenza in favore di parole chiave meno buone ma con una concorrenza decisamente inferiore. Infine, vanno tenute in grande considerazione la pertinenza delle keyword per il business di riferimento e la loro capacità di conversione. Selezionare parole chiave che siano in tema con i contenuti del sito internet da ottimizzare e, più in generale, con i servizi/prodotti offerti è fondamentale per conquistare un miglior piazzamento nei motori di ricerca e per migliorare il tasso di conversione degli utenti. I motori di ricerca, infatti, costruiscono le SERP in base alla rilevanza dei siti web in relazione ai termini cercati per cui, se c’è forte correlazione tra le keyword ed i contenuti delle pagine, si hanno migliori possibilità di scalare le classifiche. Dal canto degli utenti, scegliere parole chiave di nicchia ma molto rilevanti aumenta le probabilità che le persone che approdano sul sito a seguito della ricerca trovino esattamente ciò che stavano cercando e si trasformino in clienti. In sintesi, volume di traffico, concorrenza e rilevanza sono gli indici basilari che determinano la scelta delle migliori keyword per ottimizzare i siti internet ed ottenere una campagna SEO mirata (e meno costosa) che si concentra sulle parole chiave più pertinenti ed efficaci. |
|
|